Variante Covid, dalla brasiliana alla californiana: quante sono e cosa si sa su contagiosità e pericolosità

Domenica 24 Gennaio 2021 di Lorena Loiacono
Variante Covid, dalla brasiliana alla californiana: quante sono e cosa si sa su contagiosità e pericolosità

Inglese, sudafricana e brasiliana: sono loro, adesso, a far paura. Le varianti del Covid più temute in questo momento, quelle su cui si stanno concentrando di più i ricercatori di tutto il mondo: si studiano i ceppi per capire quali sono le varianti più pericolose. Anche perché, purtroppo, non sono solo tre: sono migliaia le mutazioni già riscontrate nel mondo e le tra le varianti vanno annoverate anche quelle di Francia e in California. L'obiettivo è capire quali sono quelle che possono dare al virus una maggiore capacità di diffusione. In questo momento infatti è la velocità del virus l'aspetto più temuto: tenendo sotto controllo la diffusione, con il distanziamento, si ottengono i maggiori risultati. Ma se il Covid diventasse più veloce sarebbe tutto più difficile.

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In Italia

In Italia sono stati identificati alcuni casi di variante inglese ma a dare maggiori preoccupazioni al momento è la variante brasiliana: dai primi studi è emerso che provoca infatti delle reinfezioni.

 

Variante brasile

La variante cosiddetta brasiliana (per gli esperti la B.1.1.28) è probabilmente tra le più temute perché riesce a reinfettare pazienti già guariti. Ha la capacità di indebolire la risposta degli anticorpi in persone già infettate o vaccinate. Un caso esemplare, su cui la ricerca sta cercando di fare luce, è Manaus, la capitale di Amazonas sul Rio Negro, dove nella prima ondata è rimasto colpito dal Covid il 76% della popolazione che, ora, non sembra però essere immune.

 

 

Variante inglese

La variante cosiddetta inglese (per gli esperti è la B.1.1.7) presenta una maggiore capacità di infettività addirittura superiore al 55%. Nelle ultime settimane ha dato i maggiori problemi nel Regno Unito, dove è presente probabilmente da settembre e nel dicembre scorso era presente nel 60% dei casi positivi, in Danimarca e in Irlanda ma la sua presenza è stata segnalata in altri 61 Paesi. Non solo è più infettiva, sembra infatti che sia anche più letale di circa il 30%.

 

Variante sudafricana

La variante cosiddetta sudafricana (per gli esperti 501 Y.V2) è probabilmente la causa scatenante della seconda ondata di contagi nel Paese, dove è presente dal mese di agosto. Ha una maggiore capacità di contagiosità, in questo molto vicino alla variante brasiliana: sarebbero già migliaia infatti le reinfeizoni.

Variante californiana

La cosiddetta californiana (per gli esperti B.1.426) comprende cinque mutazioni ed è stata individuata nel 4% dei pazienti affetti da Covid, a fine novembre. Un mese dopo, a fine gennaio, era presente in un paziente su 4 quindi sta correndo velocemente ed è probabilmente tra le cause maggiori del picco di contagi in California. I ricercatori hanno individuato questa variante cercando, in California, quella inglese.

 

 

 

Variante francese

Vicino Parigi, nell’ospedale di Compiègne, è esploso un focolaio su cui si è concentrata l'attenzione dei ricercatori: sono rimasti infettati 170 pazienti e 70, tra medici e infermieri. Ma dalle prime analisi è stata subito esclusa la presenza della variante inglese, di cui si temeva appunto la presenza. Sono state rilevate medie anomale di contagi anche in altri ospedali nel Sud-Ovest della Francia e il timore, visto che si verificano impennate di contagi fuori misura rispetto alla media nazionale, è che si stia sviluppando una variante “francese”, sul posto.

Ultimo aggiornamento: 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA