Variante Delta, Crisanti lancia l'allarme: «Senza stretta sulle regole sarà boom contagi in vacanza»

Domenica 4 Luglio 2021 di Mauro Evangelisti
Variante Delta, Crisanti lancia l'allarme: «Senza stretta sulle regole sarà boom contagi in vacanza»

 La variante Delta viaggerà sui voli e sui traghetti delle vacanze. «Dovremmo consentire di andare all’estero o di entrare nel nostro Paese solo a coloro che hanno completato la vaccinazione» sostiene il professor Andrea Crisanti.

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IN VACANZA CON GLI INGLESI
Quali sono le incognite? Alcuni dati: nell’ultima settimana a Ibiza sono atterrati 71 aerei provenienti da città del Regno Unito, solo ieri 21. Nella vicina Palma di Maiorca c’è stato un enorme focolaio con 1.200 ragazzi di tutta la Spagna infetti e il virus ha contagiato anche due giovani campani che si trovavano nell’isola. Malta è un’altra destinazione del Mediterraneo aperta agli inglesi perché compare nella green list del governo britannico, l’esodo è già cominciato. Bene, mentre a Roma abbiamo giustamente tentato di filtrare l’invasione dei tifosi inglesi per limitare la diffusione della variante Delta, contemporaneamente nelle principali mete turistiche europee migliaia di italiani e migliaia di turisti del Regno Unito (dove la mutazione partita dall’India è ormai dominante e in aumento) si stanno incrociando negli stessi aeroporti, negli stessi hotel, negli stessi bar e ristoranti. Il rischio di una replica di quanto successo l’estate scorsa, con il contagio che è ripartito a causa del ritorno di migliaia di italiani, soprattutto giovani, dalle vacanze in mezza Europa (ma anche in Costa Smeralda) è concreto. Un primo campanello di allarme è suonato ieri, quando per la prima volta da molto tempo, i 932 casi positivi registrati erano in aumento rispetto al sabato precedente.

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Già è successo nel Regno Unito e in Israele, la diffusione della variante Delta (al 22 per cento in Italia), alla luce della dirompente velocità di trasmissione, può fare ripartire i contagi. Aumenteranno troppo presto, quando ancora la vaccinazione non sarà sufficiente: ad oggi solo il 33 per cento degli italiani ha la completa copertura vaccinale che ferma questa mutazione; significa che il 67 per cento non è ancora immunizzato con prima e seconda dose e tra di loro ci sono anche molti over 60 (circa 6 milioni). Quella con la variante Delta è una gara di velocità: vinceremo solo se la rapidità della vaccinazione sarà superiore a quella della sua diffusione. Ci serve tempo. Regno Unito e Israele stanno dimostrando che gli effetti della variante sono clinicamente modesti quando buona parte della popolazione è protetta, drammatici se invece la percentuale di vaccinati è bassa come in Russia. Le vacanze e l’inefficacia dei controlli potrebbero aiutare la Delta a correre più veloce dei vaccini.

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Spiega il professore Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia dell’Università di Padova: «Il green pass, per come è stato pensato, è sbagliato perché consente gli spostamenti anche solo con il test antigenico. Una follia. Ormai stanno prevalendo le ragioni dell’economia e del turismo, ma bisognava avere il coraggio di consentire di viaggiare solo a chi è vaccinato con la prima e la seconda dose. Una sola non basta con la variante Delta». Secondo il professor Crisanti, dunque, per l’italiano che vuole andare in vacanza all’estero, ma anche per il turista straniero che vuole trascorrere le vacanze in Italia, sarebbe stato giusto prevedere l’obbligo del vaccino. Professore, il green pass e anche le regole di molti paesi hanno però trovato un’alternativa in una fase in cui non ci sono dosi sufficienti per tutti: l’obbligo di sottoporsi a un test antigenico 48 ore prima di entrare in un determinato paese.

 

«Non servono a nulla - taglia corto il professor Crisanti - se vogliamo dei controlli sicuri ed efficaci, dobbiamo imporre a tutti il tampone molecolare. Non sei vaccinato, ma vuoi venire in vacanza in Italia o stai tornando dalle ferie all’estero? Quanto meno devi eseguire un tampone molecolare che verifica che sei negativo. Gli antigenici, invece, sono poco affidabili». Va detto che non tutti gli esperti la pensano come Crisanti, c’è chi ritiene che gli antigenici (i tamponi rapidi) siano un buon filtro, tanto è vero che quasi tutti i paesi europei si accontentano di questa verifica. Va aggiunto che il maxi focolaio di Palma di Maiorca si è sviluppato con numeri senza precedenti, nonostante il fatto che le Baleari chiedessero ai cittadini in arrivo dal resto della Spagna (come le migliaia di studenti giunti per le feste di fine anno scolastico), il certificato di un test antigenico negativo.

ASPETTANDO SETTEMBRE
A rendere più fragile l’argine contro la variante Delta, ci sono anche le regole non omogenee dell’Unione europea: l’Italia impone la quarantena agli inglesi, ad esempio, anche se poi non è impossibile sfuggire ai controlli; la Spagna, la Francia o Malta no. «La verità - dice Crisanti - è che dobbiamo prepararci a un autunno in cui ci sarà un incremento dei casi. Dobbiamo migliorare la capacità di fare tracciamento, di isolare i positivi. E servirà la terza dose per i fragili, penso agli anziani delle Rsa, che sono stati vaccinati a inizio della campagna, a gennaio, perché saranno già passati 8-9 mesi dalla vaccinazione».

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Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA