Vaccino Moderna, un terzo richiamo anti-varianti: protegge contro la sudafricana, ma è meno efficace

Martedì 26 Gennaio 2021 di Mauro Evangelisti

I vaccini di Pfizer e di AstraZeneca sono prodotti in due stabilimenti in Belgio, nel territorio dell'Unione europea. La Commissione ora intende istituire un controllo rigido delle esportazioni, anche verso il Regno Unito, per evitare che le due compagnie vendano ad altri Paesi le dosi acquistate e pagate dalla Ue.

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TENSIONE
Dopo i tagli di Pfizer (applicati) e AstraZeneca (annunciati) si fa sempre più teso il confronto sulla distribuzione dei vaccini. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ieri ha discusso al telefono con il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, che nei giorni scorsi ha annunciato una riduzione del 60 per cento delle forniture nel primo trimestre, intimandogli: «Dovete rispettare gli impegni, la Ue ha investito cifre significative nella compagnia, in anticipo, affinché venisse aumentata la capacità produttiva. Vogliamo sapere quanti dosi sono state prodotte, dove a chi sono state consegnate». In Italia il commissario Arcuri ha confermato che l'avvocatura dello Stato ha inviato la diffida a Pfizer «ad adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi alla mancata consegna di dosi destinate alla campagna di vaccinazione»

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La corsa ai vaccini è divenuta ancora più importante ora che la diffusione delle varianti del coronavirus sta prospettando un nuovo scenario: potrebbe essere necessario somministrare non due, ma tre dosi. Ieri Moderna, altro produttore di vaccini, ha spiegato: «La vaccinazione ha prodotto titoli neutralizzanti contro tutte le principali varianti emergenti testate, comprese B.1.1.7 e B.1.351, identificate rispettivamente nel Regno Unito e in Sud Africa». Tutto bene, dunque? No. «Una riduzione di 6 volte dei titoli anticorpali neutralizzanti è stata osservata con la variante sudafricana (B.1.351)». Dunque: protegge anche contro la Sudafricana, ma molto meno. Per questo Moderna corre ai ripari: parte un programma clinico per aumentare l'immunità alle varianti emergenti. Si testerà «una dose di richiamo aggiuntiva del vaccino», la terza, «per verificare la capacità di aumentare ulteriormente i titoli neutralizzanti contro ceppi emergenti». E si sta preparando anche «un candidato vaccino di richiamo» ad hoc per la variante sudafricana (mRna-1273.351).


OSPEDALE
La diffusione delle varianti è l'elemento che maggiormente preoccupa: è possibile che le compagnie farmaceutiche dovranno adattare, ciclicamente, i vaccini, così come d'altra parte si fa ogni anno per quello anti influenzale. A Varese ieri è stato segnalato il primo caso di variante brasiliana in Italia. Si tratta di in un uomo tornato dal Brasile. Spiega il dottor Mario Grossi, direttore di Malattie infettive: «È un giovane brasiliano, si chiede perché debba rimanere ricoverato qui in ospedale a Varese stando bene. Ma noi lo abbiamo ospedalizzato immediatamente, appena è stata individuata la variante perché, dal momento che sembrerebbe essere maggiormente diffusiva, vogliamo evitare che si possano innestare dei focolai». Dicono dall'Istituto superiore di sanità: «In caso di conferma sarebbe il primo ritrovamento in Italia che provvederemo a depositare nella piattaforma genomica dedicata a Sars-CoV-2».
Sul fronte dell'andamento dell'epidemia, si conferma la fase di stagnazione (ieri 420 decessi e 8.562 nuovi casi, 263 in meno del lunedì della settimana scorsa).

Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA