Zona gialla, Nord-Est a rischio restrizioni nelle prossime settimane: Rt e incidenza sopra i limiti

Venerdì 5 Novembre 2021 di Mauro Evangelisti
Covid, il Nord-Est verso la zona gialla nelle prossime settimane: Rt e incidenza sopra i limiti

Ci sono due valori che fanno suonare il campanello d'allarme sull'andamento della pandemia: l'Rt, l'indice di trasmissione, è a 1,15, da agosto non eravamo sopra il limite ritenuto critico di 1; l'incidenza del numero di casi ogni centomila abitanti su base settimanale è salita a 51, dunque appena sopra il limite che consente di fare tracciamento. Certo, rispetto alla Germania la nostra incidenza è quasi un terzo, ma la tendenza all'aumento va monitorata, così come l'incremento dei ricoveri (comunque ampiamente sotto il limite di guardia). Ultimo dato importante: mano a mano che passano i giorni, aumentano gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale più di sei mesi fa e dunque la loro protezione dall'infezione è diminuita. Tutti questi elementi fanno ritenere che il numero di casi nelle prossime settimane potranno aumentare, non è escluso che si possa superare quota 10mila (la Germania è già a quasi 40mila) entro dicembre.

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Zona gialla, ecco perché in Nord-Est rischia

Ci sono Regioni che presto passeranno in fascia gialla o addirittura arancione? Al momento non si può dire, ma se continua la crescita rischia tutto il Nord-Est: in Friuli-Venezia-Giulia c'è un cocktail micidiale tra vicinanza con la Slovenia, dove il virus è fuori controllo, e manifestazioni no-vax senza precauzioni che hanno causato un vasto cluster; in Veneto il governatore Zaia è stato perentorio chiedendo cautela ai suoi cittadini: «Il Veneto resta bianco  ma non è una cosa scritta sulla pietra. Se continuiamo così, in poche settimane qualche viraggio di colore potrebbe accadere. Perché buttare il lavoro di mesi per mangiare le castagne in piazza?»; la Provincia autonoma di Bolzano è la Regione con l'incidenza più alta.

Visto che per il cambiamento dei colori che prevede misure più rigide conta la percentuale di occupazione dei posti letto (scatta l'allarme se è sopra il 10 per cento in terapia intensiva, sopra il 15 in area medica), va valutata con attenzione anche la situazione delle Marche, dove le terapie intensive sono già al 10,5 per cento e dello stesso Friuli, che è al 9,1. Bolzano e Calabria sono invece rispettivamente a 11,2 e 10,6 per le aree mediche. Abruzzo e Umbria sono le due regioni con l'Rt più alto, a 1,4 e 1,43, ma incidenza è bassa e gli ospedali non sono in sofferenza. Tutte le Regioni vengono definite a rischio moderato.

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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