Coronavirus, cosa succede ai bambini: meno contagi e nessun caso grave, più difese grazie ai raffreddori

Giovedì 27 Febbraio 2020 di Graziella Melina
Coronavirus, cosa succede ai bambini: meno contagi e nessun caso grave, più difese grazie ai raffreddori

Nei bambini contagiati finora in Cina la malattia non ha avuto complicazioni gravi. In pochi casi è stata segnalata una polmonite. Nella maggior parte delle infezioni si è trattato di bambini che sono stati in contatto con familiari infettati nelle due settimane precedenti la comparsa dei sintomi. Finora non si sono registrati casi di decessi. «In base ai dati disponibili - spiega Alberto Villani, direttore di Pediatria e Malattie infettive dell’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma - i bimbi non manifestano forme gravi, quindi si deve stare assolutamente tranquilli. Se si fosse anche teoricamente positivi, ma non si hanno secrezioni nasali, la possibilità che contagino gli altri è pressoché zero». Per quanto riguarda i bambini immunodepressi, «le cautele sono le stesse che già adottano quotidianamente».

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Più difese grazie ai tanti raffreddori
I bambini sembrano essere meno colpiti dall’infezione e mostrano un andamento benigno rispetto all’adulto, anche se non sono ancora chiari i meccanismi di base. Tuttavia, gli esperti del “Bambino Gesù” fanno notare che i coronavirus sono la causa più frequente di raffreddore e i bambini vanno incontro ripetutamente a infezioni da coronavirus: è possibile dunque che la risposta immunitaria a infezioni recenti da coronavirus aiuti i bambini a difendersi meglio anche dal nuovo coronavirus. Inoltre, il sistema immunitario dei bambini potrebbe essere in grado di rispondere meglio all’infezione perché più reattivo. «Molto verosimilmente - rimarca Villani - siccome esistono tanti altri coronavirus, c’è una riposta immunitaria che è tanto più specifica, quanto più è efficace».

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Isolamento e attenzione alla febbre
«In caso di possibile contagio - raccomanda Villani - va contattato il proprio medico. Una volta fatta la diagnosi, i bambini devono stare in isolamento. In base ai sintomi che si presentano, si decidono cure e percorsi terapeutici. È bene ricordareche ad oggi nessun bambino ha avuto problemi gravi. Anzi,nel bambino si hanno addirittura sintomi più lievi». In sostanza simili aquelli di una banale influenza. «Esiste poi un virus respiratorio sinciziale - spiega Villani -che nel bambino piccolo provoca la bronchiolite, che è una malattia grave e può addirittura portare a morte, nell’adulto invece non causa alcuna malattia». In caso di febbre, è necessario parlarne con il pediatra, oppure chiamare il 1500 per mettersi in contatto con gli specialisti del ministero della Salute. In ogni caso, è opportuno tenere a casa il bambino. 

Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 00:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA