CORONAVIRUS

Covid, farmaci falsi in vendita sul web: partiti i sequestri in tutta Italia

Martedì 17 Novembre 2020 di Valentina Errante e Giuseppe Scarpa
Covid, farmaci falsi in vendita sul web: partiti i sequestri in tutta Italia

L'ultimo blitz è avvenuto a Lione, con quasi 20 milioni di farmaci illeciti ritirati dal mercato in un'operazione coordinata da Interpol in Medio Oriente e Nord Africa, regioni da cui partivano le merci. Tutto però si muove prima su internet. Infatti l'allarme sul nuovo trend della criminalità in tempi di pandemia non ha confini, i prodotti sanitari fake anti-covid vengono venduti sopratutto via web. Ai controlli hanno partecipato Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Qatar e Arabia Saudita, con ispezioni e sequestri in porti, aeroporti, frontiere terrestri, zone di libero scambio (ingressi e uscite), hub postali, magazzini, farmacie e altri punti vendita. La preoccupazione degli investigatori riguarda anche i cyber attacchi alle aziende di ricerca per i vaccini da Coronavirus, questo pericolo è segnalato da Microsoft.

 

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Italia

 

Le attività di verifica, avvenute anche con la collaborazione dell'Aifa e del ministero della Salute, hanno riguardato le spedizioni di farmaci dirette in Italia attraverso i principali porti e aeroporti e, in una sola settimana, hanno portato al sequestro di 90.000 farmaci illegali o falsi. Un lavoro che ha impegnato 115 Paesi appartenenti all'Organizzazione mondiale delle dogane. In una settimana sono state ispezionate centinaia di spedizioni sanitarie dirette nel nostro Paese. Oltre 93.000, complessivamente, le unità sequestrate tra fiale, compresse e capsule, per un controvalore che supera il mezzo milione di euro.

 

L'Europa

 

L'Europa è intervenuta per coordinare gli interventi di contrasto al fenomeno di vendita illegale via web. Didier Reynders, commissario europeo per la Giustizia e i consumatori, già il 23 marzo scorso aveva inviato una lettera ai gestori di piattaforme social, motori di ricerca e store online chiedendogli di collaborare. In particolare colossi come Facebook, Google e Amazon sono stati sollecitati a identificare le pratiche illegittime, eliminarle e impedire che possano ripresentarsi. Se prima erano le mascherine il prodotto maggiormente proposto online adesso l'insidia riguarda le medicine contraffatte.

 

Gli hacker

 

Vi è poi il capitolo degli attacchi informatici all'Oms e agli ospedali di diversi paesi, il cybercrime nella seconda ondata della pandemia prende di mira la ricerca sui vaccini anti-Covid. La minaccia è stata segnalata da Microsoft: ha rivelato che hacker di Russia e Corea del Nord hanno tentato di entrare nella rete di sette aziende farmaceutiche coinvolte negli sforzi per lo sviluppo del vaccino contro il coronavirus. Un pericolo lanciato mesi fa anche dall'Fbi. Dietro queste attività ci sarebbero tre gruppi di cybercriminali. Il primo è russo conosciuto come APT28 o Fancy Bear. Gli altri due hanno matrice nordcoreana, uno di questi è il Lazarus Group, già accusato dell'hacking di Sony nel 2016 e dell'attacco ransomware WannaCry nel 2017, un'epidemia tecnologica che bloccò i pc di mezzo mondo. «La maggior parte dei target sono aziende che stanno lavorando a varie fasi dei vaccini», spiega in un post ufficiale Tom Burt, vice presidente Microsoft per la sicurezza. Si tratta per l'esattezza di aziende farmaceutiche e ricercatori che lavorano in Stati Uniti, Canada, Francia, India e Corea del Sud.

Il colosso tecnologico non fa però i nomi della aziende, ma spiega di aver notificato tutto alle società e offerto il suo aiuto, specificando che «la maggior parte di queste offensive sono state bloccata». Secondo Microsoft, una parte delle incursioni web è stata messa a punto con e-mail esca, spacciandole per comunicazioni provenienti dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Ad aprile scorso proprio l'Oms fu colpita da un assalto hacker e costretta a migrare i suoi sistemi informatici mettendo in guardia su mail truffa. Queste aggressioni al settore della sanità non sono le uniche. Molti ospedali in diverse parti del mondo, dalla Germania agli Stati Uniti all'Italia, sono stati presi di mira con i ransomware, virus che bloccano i computer mandando in tilt le strutture già provate dal coronavirus. Secondo l'ultimo rapporto del Clusit, l'Associazione Italiana per la sicurezza informatica, degli 850 attacchi informatici gravi su scala globale, analizzati nel corso del primo semestre 2020, 119 sono direttamente riferibili al tema Covid-19.

 

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"I numeri sono quelli. C'è sì un rallentamento dei ricoveri, ma non è tale da evitare che il sistema sanitario vada fuori controllo. In due settimane, con questo ritmo di crescita, negli ospedali, in molte regioni, ci saranno notevoli problemi.


 

 

 

Ultimo aggiornamento: 11:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA