Meningite, è incubo contagio: oltre mille le persone colpite

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Valeria Arnaldi
Meningite, è incubo contagio: oltre mille le persone colpite

In pochi giorni oltre ventimila vaccinazioni contro il meningococco C. Centinaia di persone in coda in attesa del proprio turno. E l'inatteso silenzio dei No Vax, ben presenti nella zona. È una vera corsa alla vaccinazione quella scattata nella zona tra le province di Bergamo e Brescia dove, nelle ultime settimane, si sono verificati quattro casi di Sepsi da Meningococco C, due dei quali mortali, e uno da meningococco di sierogruppo B. Ha preso il via anche la vaccinazione nelle scuole e da lunedì si inizierà nelle aziende. Questione di paura, che si allarga al resto d'Italia. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno la meningite colpisce 2,8 milioni di persone presenti sul pianeta: sono 500mila i casi di meningite meningococcica, circa 50mila letali.

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In Italia, per il Comitato Nazionale contro la Meningite, sono oltre mille le persone che ogni anno contraggono la malattia: circa una ogni due è colpita da quella meningococcica. Stando ai dati della Società Scientifica Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, i casi di malattia invasiva meningococcica, tra 2010 e 2016 sono stati in media, circa 200 l'anno nel nostro Paese. I dati epidemiologici dell'Istituto Superiore di Sanità rivelano che il decesso vale per l'8-14% dei pazienti colpiti. Senza cure adeguate, pwerò, la mortalità sale addirittura al 50% dei casi. Nel 2018, i bambini di due anni che, nel nostro Paese, risultavano vaccinati per il meningococco C erano l'84,93%. Più del 15% dunque non lo era. Il sierotipo B provoca circa l'80% dei casi in età pediatrica. «I bambini al di sotto dei 5 anni di età e gli anziani sono a rischio più elevato - spiegano al Ministero della Salute -. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini con meno di un anno di età». I mesi più a rischio per la trasmissione del meningococco sono proprio quelli invernali. Il batterio, infatti, spiega la Simit, si trasmette per via aerea, resiste poco all'esterno ed è facilitato dalla vicinanza tra persone in ambienti chiusi e affollati.

Ultimo aggiornamento: 14:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA