Salute, lo studio: «Chi smette di fumare dopo un infarto guadagna 4 anni di vita»

Per i medici il beneficio di lasciare il tabacco dopo un infarto è sovrapponibile a una terapia con 3 farmaci insieme

Venerdì 8 Aprile 2022
Salute, chi smette di fumare dopo un infarto guadagna 4 anni in più di vita

Dopo un infarto, smettere di fumare fa guadagnare oltre 4 anni di vita senza malattie cardiache senza neanche ricorrere all'assunzione di una terapia preventiva.

È quanto sostiene una ricerca coordinata dall'Amsterdam University Medical Centre e presentata al congresso scientifico dell'Esc (Società Europea di Cardiologia). Lo studio ha utilizzato i dati di 989 pazienti dai 45 anni in su che avevano continuato a fumare nei sei mesi successivi ad un infarto o a un intervento per l'impianto di stent o bypass. I 
pazienti erano generalmente trattati con farmaci per prevenire altri eventi cardiaci, in particolare con antiaggreganti, statine e farmaci per abbassare la pressione. «Questo gruppo è particolarmente a rischio di avere un altro infarto o un ictus. Per loro smettere di fumare è potenzialmente l'azione preventiva più efficace», ha affermato Tinka Van Trier, tra gli autori dello studio.

Smettere di fumare fa guadagnare quasi 5 anni di vita in più 

Nel dettaglio, i ricercatori hanno utilizzato un modello in grado di stimare il guadagno in anni di vita passati in salute, cioè senza infarto o ictus, per i pazienti che smettono di
fumare. Ne è emerso che il beneficio derivante dall'abbandono del fumo era sovrapponibile a quello derivante dalla terapia con tutti e tre le classi di farmaci. In particolare smettere di fumare avrebbe comportato ai pazienti un guadagno di 4,81 anni senza infarto o ictus, mentre l'assunzione dei tre farmaci insieme avrebbe fornito un guadagno di 4,83 anni. 

Il fumo responsabile del 50% delle morti dei fumatori

«Questo indica che smettere di fumare è molto importante per aggiungere anni in salute alla propria vita», ha commentato Van Trier. «È importante sottolineare che la nostra analisi non hatenuto conto degli altri vantaggi sulla salute derivanti dalla rinuncia al fumo, ad esempio sulle malattie respiratorie e il rischio di cancro. Sappiamo che il fumo di sigaretta è responsabile del 50% di tutti i decessi evitabili tra i fumatori, di cui la metà è dovuta a malattie cardiovascolari». 

 

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