CORONAVIRUS

Coronavirus, la schiena si è bloccata con il lockdown. I dolori della quarantena e come curarli

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Lucilla Vazza
Mal di schiena, dolori al collo, gambe intorpidite e indolenzite sono i disturbi più diffusi che il periodo di quarantena ha lasciato sul corpo di un italiano su due. I colpevoli sono la sedentarietà prolungata insieme a movimenti e posture scorrette che abbiamo assunto nelle lunghe giornate passate tra divano e scrivania. E se già in tempi “normali”, e dunque a prescindere dal lockdown, sette cittadini su dieci soffrono periodicamente di disturbi articolari, la quarantena ha peggiorato il quadro, costringendo la metà degli italiani a ricorrere all’automedicazione per far passare i sintomi più dolorosi.

E la situazione riguarda tutte le età e non solo i sedentari, perché a lamentarsi sono anche molti volenterosi che hanno tentato il fitness fai-da-te, provocandosi dolori muscolo-articolari più o meno forti. Lo ha evidenziato la ricerca condotta da Assosalute, l’associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, secondo cui quasi 1 italiano su 2 dichiara, infatti, di averne sofferto più spesso durante gli ultimi mesi.

Mal di schiena, tra smart working e file: come difendersi dal dolore

A confermare quanto emerso dalla ricerca Roberto Pozzoni, responsabile del Centro di traumatologia dello sport dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano: «Sicuramente la quarantena ha giocato un ruolo determinante per la salute del nostro apparato muscolo scheletrico; soprattutto per quei soggetti che non erano avvezzi a una regolare attività fisica prima del lockdown. Chi si è trovato costretto a eliminare del tutto o a ridurre drasticamente i propri allenamenti, ha dovuto fare i conti con una perdita del tono muscolare e una riduzione della coordinazione neuromuscolare, con conseguente sovraccarico articolare; chi invece non era solito dedicarsi allo sport può aver colto l’occasione per iniziare, spesso andando incontro, inconsapevolmente, a dolori muscolari o articolari, riconducibili a movimenti scorretti».

Per il 44% del campione all’origine dei dolori lo sport in casa “fai-da-te”, ma anche l’eccessiva sedentarietà, seguita da posture sbagliate sul divano (34%) e dallo smart working (21%), di cui si lamentano soprattutto i più giovani. Per far passare i sintomi, il popolo degli indolenziti (ben il 42%) ha cercato nell’armadietto dei medicinali o si è rivolto al farmacista: «I farmaci di automedicazione possono aiutarci in questi casi - continua Pozzoni - soprattutto gli antinfiammatori non steroidei (Fans), che possono essere impiegati per uso topico (creme o gel) o sistemico (capsule o bustine). Tuttavia non bisogna dimenticare che dopo lo sforzo fisico il dolore muscolare è normale, soprattutto se si fanno movimenti a cui non si è abituati; se però il dolore persiste nel tempo, oltre i 2/3 giorni, diventa opportuna la visita medica».

Anche se il lockdown è finito, per molti non è terminato il lavoro in smart working, e in generale sarebbe utile seguire semplici regole di prevenzione evitando di stare sempre nella stessa posizione o di tenere posture sbagliate sul divano, ma anche quando si fa esercizio fisico o si tengono in braccio i bambini. Per questo è utilissimo imparare ad allungare i muscoli e a eseguire semplici esercizi da scrivania, basta unire l’utile al dilettevole guardando qualche tutorial in rete. Sul sito semplicementesalute.it è possibile trovare consigli per non continuare a tenere posture sbagliate. Da quando si lavora in casa al computer a quando siamo sdraiati sul divano a leggere o vedere la tv. 
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