Covid e stress, l'ultima indagine. Sale nelle famiglie: livelli acuti anche nel personale sanitario

Venerdì 19 Marzo 2021
Covid, sale stress nelle famiglie: +3% in una settimana. Pesa la Dad

Aumenta lo stress. Sulla salute psicologica dei cittadini sono tre fattori a pesare di più: le restrizioni dettate dall'emergenza (ovvero il quasi lockdown con le zone rosse in tutta Italia) e la paura del contagio (41%), la crisi economica (16%) e lavorativa (15%). Ma è preoccupante il sensibile incremento degli italiani che si dicono stressati per il rapporto con i figli: +3% in una settimana. Questi i risultati dello Stressometro, l'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi. Lo studio è stato realizzato il 16 marzo 2021 attraverso 502 interviste Cati/Cawi ad un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all'universo della popolazione italiana.

Donne sotto pressione per famiglia e lavoro

Nel complesso, il peso delle relazioni con figli, partner e colleghi raggiunge il picco del 17% come motivo di stress. Una curiosità: tutto quanto investe la sfera familiare, quindi il rapporto con i figli, partner, organizzazione famiglia-lavoro stressa più le donne che gli uomini. Mentre la condizione di salute preoccupa di gran lunga più gli uomini (9%) che le donne (3%).

Sanitari sotto pressione

La pandemia ha provocato nel 40% del personale sanitario reazioni acute di stress tanto più aggravate dalla vicinanza e dal tempo trascorso con i pazienti e le loro famiglie. Il quadro emerge da una rilevazione condotta su un campione di 184 partecipanti provenienti da 43 paesi e 5 continenti diversi, nel periodo compreso tra il 1 maggio ed il 15 giugno 2020. Lo studio pubblicato sul «Journal of Environmental Research and Public Health» è stato condotto all'Università di Pisa dal professor Angelo Gemignani insieme al dottor Ciro Conversano alla dottoressa Graziella Orrù con la collaborazione dell'Auxilium Vitae Rehabilitation e la Fondazione Volterra Ricerche Onlus.

Psicologi: «Servono nuove strategie da parte del Governo» 

«La paura di contrarre il virus e i suoi riflessi sul piano economico e lavorativo continuano ad essere i principali fattori di stress per gli italiani, ma una crescita così repentina delle preoccupazioni per il rapporto con i figli è indicativa dei disagi psicologici e degli effetti negativi della didattica a distanza sulle relazioni familiari». Lo afferma David Lazzari, presidente del Cnop, Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, in relazione alla nuova indagine che misura lo stress degli italiani realizzata dall'Istituto Piepoli. «Servono nuove strategie da parte del governo per affrontare questo tema – continua Lazzari –, assicurando un adeguato sostegno psicologico a tutte le famiglie e non solo a chi può permetterselo».

Lo stress nelle isole è più alto

Se il livello di stress degli italiani si attesta al 64%, con un incremento rispetto alla settimana precedente del 3%, è nelle regioni del Sud e delle Isole dove maggiormente si avverte stress (65%). A seguire il Centro (63%), le aree del Nord Ovest (60%) poi il Nord Est (58%). È quanto segnala l'indicatore di stress nell'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

 

 

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