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Bocca sana in corpo sano: carie e gengive infiammate possono causare malattie, anche al cuore

Giovedì 15 Settembre 2022 di Maria Rita Montebelli
Getty Images

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la bocca è quello della salute, la sua sentinella.

Perché il benessere di denti e gengive è molto più importante di quanto si possa immaginare e le malattie che li colpiscono possono avere conseguenze per tutto l’organismo. Denti e gengive possono ammalarsi per cause genetiche (sono oltre 47 i geni associati in qualche modo alle carie, secondo uno studio di Nature Communication del 2019), ma soprattutto per una cattiva manutenzione della bocca. I tanti batteri che ospitiamo in bocca, pian piano rivestono i denti con una sorta di film (la placca), che se non rimosso periodicamente si mineralizza, dando luogo alla formazione di tartaro. I batteri della placca si nutrono di zuccheri e carboidrati e producono sostanze acide che lentamente corrodono lo smalto dei denti.

LE PATOLOGIE

È il primo passo delle carie, dapprima un minuscolo forellino sulla superficie del dente che, se non trattato, si approfondisce fino ad esporre la dentina (la sostanza di consistenza ossea di cui è fatto il dente e che si trova subito sotto lo smalto) all’azione dei batteri e della placca, che la distruggono con facilità e rapidamente. A questo punto il processo carioso si apre la strada verso la polpa, il cuore del dente, che contiene vasi sanguigni e nervi sensibilissimi. Molto comuni sono i problemi gengivali, che facilitano la comparsa di malattie croniche. La parodontite (o piorrea) è un’infezione profonda delle gengive (oltre alla gengiva, interessa l’osso alveolare e il legamento parodontale). Colpisce quasi metà degli adulti dopo i 30 anni (e fino al 64% dopo i 65 anni); secondo la World Dental Federation è nella top ten delle patologie più comuni al mondo e in forma grave colpisce oltre un miliardo di persone. Dopo una gengivite iniziale (gonfiore, arrossamento, sanguinamento e recessione delle gengive, sensazione di allungamento dei denti, che cominciano a muoversi), i batteri si portano sempre più in profondità, colonizzando le tasche gengivali che circondano le radici dei denti. In questo modo, spesso inapparente fino ai 40-50 anni, danneggiano l’apparato di sostegno dei denti, quello che li mantiene saldamente al loro posto e ne facilita la perdita. Anno dopo anno, le gengive malate immettono in circolo batteri come gli streptococchi e il Porphyromonas gengivalis, che raggiungono così organi anche molto distanti, come cervello, colon, cuore. Ecco perché la parodontite può portare all’endocardite (infezione dei tessuti che rivestono la parte interna del cuore, comprese le valvole), contribuire all’ipertensione arteriosa e alla formazione di placche aterosclerotiche (alcuni batteri che provocano parodontite sono stati rintracciati all’interno delle placche), aumentando di 2-3 volte il rischio di incorrere in un infarto o un ictus. Evidenze sempre più numerose indicano che le parodontiti potrebbero avere un ruolo di concausa nell’Alzheimer e altre forme di demenza. La continua esposizione delle cellule cerebrali a batteri e sostanze batteriche, provenienti dalle gengive malate, scatenerebbe la reazione di alcune cellule dell’immunità che, attaccando i batteri, danneggiano anche le cellule nervose. E attraverso l’infiammazione cronica di basso grado che determinano, le parodontiti possono contribuire a tante altre patologie, dall’artrite reumatoide, al Parkinson e persino ad alcuni tumori. Sono state associate anche all’osteoporosi, sia come meccanismo causale, che per l’effetto negativo di alcune terapie anti-osteoporosi (bifosfonati).

SISTEMA IMMUNITARIO

Nel caso in cui sia necessaria l’estrazione di un dente, se si è in terapia con questi farmaci, bisogna informarne il dentista, per evitare problemi all’osso mandibolare. Un discorso a parte merita il diabete di tipo 2, legato a doppio filo alle parodontiti. Se da una parte la sua comparsa è facilitata dalla presenza di queste infezioni, che ne peggiorano il compenso, a sua volta può triplicare il rischio di sviluppare una patologia gengivale. Anche in questo caso, l’infiammazione cronica indotta dal continuo passaggio di batteri dalle gengive infiammate al sangue circolante, mette in costante allerta il sistema immunitario che per attaccarli produce molecole infiammatorie, in grado di aumentare anche la resistenza all’insulina.

Ultimo aggiornamento: 08:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA