Mascherine, dubbi e polemiche: «Le N95 le più sicure». A scuola scoppia il caso “a mutanda”. Fauci: due sul viso, si può

Giovedì 28 Gennaio 2021
Mascherine, dubbi e polemiche: «Le N95 le più sicure». A scuola scoppia il caso a mutanda

Le mascherine Covid al centro del dibattito. Chirurgiche, a mutanda, di stoffa, usa e getta. E poi le sigle: FFP2, N95, U-Mask. Un ginepraio. La polemica ormai è: «Quali sono le migliori? Quali indossare? Vanno bene a prescindere da età, lavoro e contatti?». A casa, a scuola o negli uffici le domande trovano risposte diverse. Intanto, scoppia il caso di quelle cosiddette a “a mutanda”,  le più distribuite dal Commissario Domenico Arcuri nel mondo della scuola a studenti e bambini,. Ma sono anche quelle più odiate. Il professore Alex Corlazzoli in un post su Facebook diventato virale spiega anche il perché. Il «maestro», famoso per il libro «Tutti in classe», spiega: «Perché son strette. Perché non riescono a respirare». Inoltre Corlazzoli spiega che: «Chi ha i capelli lunghi non riesce a indossarle, o perché per qualcuno puzzano. E così «ogni giorno migliaia (non so quanti perché l’ufficio di Arcuri non mi ha dato il dato) di euro vengono buttati. Certo ciascuno fa la sua parte: i presidi le fanno arrivare nei plessi e sono a posto. Gli insegnanti le distribuiscono e sono a posto! I genitori che possono permetterselo le comprano e i bambini sono a posto! Ma possibile che nessuno va oltre il suo naso chiedendosi: perché stiamo buttando soldi? Se non ci servono scriviamo ad Arcuri: noi non le vogliamo!”. Ogni giorno vengono forniti circa 10 milioni di mascherine nella scuola, un vero, grande, spreco tutto italiano…».

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In America nel frattempo, gli americani hanno dato vita a «un atto patriottico», come ha detto il presidente Joe Biden che mercoledì ha firmato un ordine esecutivo - il suo primo come presidente - per chiedere agli americani di indossare mascherine di loro scelta per i primi 100 giorni della nuova amministrazione. Dopo l'inaugurazione, la segretaria stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha mostrato la sua mascherina bianca brillante N95 nella sala riunioni stampa. «L'ho consumata, ovviamente, qui oggi e continuerò a farlo», ha detto Psaki dopo aver tolto la sua mascherina.

 

Le maschere N95 sono considerate il gold standard nei dispositivi di protezione individuale perché bloccano il 95% delle particelle grandi e piccole utilizzando un filtro elettrostatico unico. Il filtro funziona intrappolando particelle neutre come batteri e virus prima che passino attraverso la mascherina, proteggendo chi la indossa e chi le circonda. La N95 si adatta al viso, eliminando la maggior parte delle perdite che possono verificarsi con un altro tipo di mascherina. Gli studi hanno dimostrato che le mascherine riducono significativamente le possibilità di trasmettere o contrarre il coronavirus. A seconda del tessuto e del numero di strati, le mascherine di stoffa fatte in casa e semplici hanno una gamma di efficacia che può arrivare al 26%, il che rende vulnerabile chi le indossa.

Addirittura l’immunologo Anthony Fauci, massimo esperto americano di malattie infettive appena nominato consigliere del presidente Joe Biden nella task force contro il coronavirus, ha appoggiato l’idea di calzare sul viso due mascherine: «Probabilmente aiuta».

 

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Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA