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Omicron, dovremo fare la quarta dose? E quale? Riccardi: «Vaccino aggiornato pronto per l'inverno»

Ad oggi esistono 350 progetti di vaccini anti Covid. Pfizer, Moderna e Janssen hanno basato il preparato sul virus del 2019

Sabato 9 Aprile 2022
Omicron, dovremo fare la quarta dose? E quale? Riccardi: «Vaccino aggiornato pronto per l'inverno»

Servirà un nuovo vaccino contro Covid-19? Walter Ricciardi apre a questa possibilità. «Credo che un vaccino aggiornato, più efficace contro le nuove varianti del virus, arriverà in inverno. Ma spero, ovviamente, che arrivi prima, in autunno. Le sperimentazioni sono in corso, poi c'è la fase regolatoria, quindi i tempi sono stretti». Lo riferisce all'Adnkronos Salute Walter Riccardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all'università Cattolica, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza. 

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Si possono "aggiornare" i vaccini?

Sì, è possibile cambiare la composizione di un vaccino per potenziare la risposta alle mutazioni di un virus. Negli Stati Uniti, come in Europa, le autorità regolatrici hanno cominciato a chiedersi quando e se i vaccini che abbiamo a disposizione dovranno essere rielaborati. Aggiornati, appunto. Ma ci si chiede anche quale sia lo standard accettabile perché un vaccino sia considerato altamente protettivo, quale sia dunque la percentuale di abbattimento di morte e malattia grave. Negli Stati Uniti la Fda comincia a ipotizzare una versione rivista dei vaccini entro l'autunno, quando si teme che il virus possa riemergere con forza. Serve, però, tempo per le sperimentazioni dei nuovi vaccini. E serve tempo per produrre, se approvata, la nuova versione. 

Il problema è che nessuno può sapere quale variante del virus dominerà questo autunno. Tutti e tre i vaccini Covid-19 ora utilizzati negli Stati Uniti (Pfizer, Moderna e Janssen) sono basati sulla versione originale del coronavirus emersa alla fine del 2019.  Il processo di aggiornamento dei vaccini antinfluenzali annuali offre un modello possibile, ha indicato l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Due volte all'anno, gli esperti dell'OMS raccomandano di aggiornare i vaccini antinfluenzali per colpire i ceppi emergenti. Il Covid-19 però non è un'influenza e soprattutto non ha un modello prevedibile come l'influenza. 

Ad oggi 350 progetti di vaccini

Anche l'industria farmaceutica, l'associazione che rappresenta il settore in Italia, non esclude la necessità di un vaccino aggiornato, che potrebbe essere più efficace contro le ultime varianti del virsu emerse nell'ultimo anno. Di tutti questi sottotipi sappiamo che sono più contagiosi ma anche che il vaccino (con il terzo richiamo) è pure un muro potente contro il rischio di complicanze, malattia grave e morte. «Oggi, nel mondo ci sono 350 progetti di vaccini contro Sars-Cov-2 in sviluppo, 153 di questi sono in sperimentazione clinica e sono 5 quelli arrivati al traguardo in Europa. Ce ne sono, poi, altri 4 in rolling review», uno strumento regolatorio di cui l'Ema, l'agenzia europea del farmaco, si serve per accelerare la valutazione di un medicinale o vaccino promettenti durante un'emergenza sanitaria pubblica.

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«Questi numeri indicano che la ricerca non si è fermata per i vaccini anti Covid e per il loro aggiornamento: l'attenzione dell'industria c'è, gli studi stanno andando avanti, l'Ema garantisce sistemi procedurali molto più veloci ma con la massima sicurezza». Lo spiega all'Adnkronos Salute il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. Il presidente degli industriali del farmaco sottolinea che a oggi i vaccini disponibili sono tutti efficaci nel proteggere contro la malattia grave dovuta alle infezioni con le varianti di Sars-Cov-2 circolanti.

«È chiaro, però, che per garantire l'efficacia contro le diverse mutazioni - ricorda Scaccabarozzi - potrebbe essere necessario modificare la composizione di quelli già autorizzati. E su questo, già da giugno 2021, l'Ema ha emanato una serie di linee guida, con tutti gli aspetti procedurali per la presentazioni di variazioni nella composizione dei vaccini».

Tutto questo «velocizza l'iter, ma allo stesso tempo ci dà la garanzia che, anche di fronte a variazioni di composizione, i vaccini continuano ad essere sicuri», sottolinea Scaccabarozzi secondo cui «dobbiamo tranquillizzare le persone sul fatto che tutti i vaccini che arriveranno con delle modifiche, necessarie in caso di varianti del virus non sensibili agli attuali vaccini, sono studiati, autorizzati e rigorosamente controllati dalle autorità regolatorie», conclude Scaccabarozzi.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA