Così il virus cambia gli stili di vita. Allerta cardiopatici

Lunedì 24 Febbraio 2020
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Il ciclone coronavirus ha stravolto la vita quotidiana di chi sta bene e non ha malattie specifiche. Si può facilmente immaginare quale possa essere l'effetto, anche sull'organismo, su tutti coloro che convivono con patologie croniche. Pensiamo ai cardiopatici, ai diabetici, ai pazienti oncologici, reumatici e immunodepressi. E, soprattutto, a coloro che hanno problemi respiratori. Anziani e non anziani.

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Oltre metà delle persone ricoverate per infezione da Covid-19 è affetto da una malattia cronica. Il gruppo più nutrito è quello dei cardiopatici. Una recente ricerca ha evidenziato e quantificato le complicanze a cui vanno incontro i pazienti contagiati: il 20% sviluppa una grave forma di insufficienza respiratoria, il 17% circa presenta aritmie, il 9% va in shock, il 7% sviluppa un danno cardiaco mentre un po' meno del 4% presenta insufficienza renale acuta.
 


IL NUMERO VERDE
Un quadro così complesso su un fisico già debilitato può avere conseguenze molto gravi. Da qui, i consigli degli specialisti ad avere maggiore attenzione, in questo periodo, alle proprie condizioni di salute come alle linee guida sull'igiene. Evitare, inoltre, di aggravare le condizioni dei pronto soccorso. Chiamare il numero verde del ministero della Salute, il 1500, per avere informazioni.
Per i cardiopatici tutte le infezioni virali, influenza compresa, possono destabilizzare e far peggiorare questi pazienti. A preoccupare i cardiologi sono alcune osservazioni legate al meccanismo dell'infezione che si concentra nell'albero respiratorio e può interferire in termini di salute con chi soffre di malattie cardiovascolari, come chi ha avuto un infarto o un ictus cerebrale.
Nei diabetici la presenza di elevati livelli di glicemia, oltre a danneggiare i vasi sanguigni (e quindi ad aumentare il rischio di morte per complicanze cardiovascolari soprattutto in condizioni critiche), manda in tilt il sistema immunitario.

IL MONITORAGGIO
La dottoressa Juliana Chan, dell'Università Cinese di Hong Kong, ricorda che il tasso di mortalità da Sars delle persone con diabete risultò essere otto volte superiore a quelle non diabetiche. Il consiglio per le persone con diabete (in Italia sono circa 4 milioni) è dunque quello di monitorare con ancora maggior attenzione i livelli di glicemia e di mantenere una scrupolosa igiene personale e ambientale.
Fumatori e persone con bronchite cronica (Bpco) sono a maggior rischio di complicanze in caso di infezione da Covid-19. Il fumo di sigaretta riduce le difese contro le infezioni virali e batteriche. La presenza di una coesistente malattia respiratoria cronica aumenta il rischio di sviluppare le complicanze dell'infezione da coronavirus. In Italia i fumatori sono oltre 11 milioni e le persone affette da Bpco circa 3,5 milioni.

LE CURE
I pazienti con malattie reumatiche «devono proseguire con le cure: in molti si domandano se sospendere le terapie immunosoppressive per paura di contagio. Interrompere i trattamenti, senza la condivisione con lo specialista, può solo causare un peggioramento della patologia. Bisogna segnalare ogni minimo sintomo di infezione e sarà il medico a decidere quali accortezze utilizzare per ridurre al minimo le possibilità di danno», ricorda l'Associazione nazionale malati reumatici.
Maria Rita Montebelli
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