Tumore al polmone, scoperti quattro sottotipi di adenocarcinoma: la ricerca italiana

Martedì 14 Settembre 2021
Tumore al polmone, scoperti quattro sottotipi di adenocarcinoma: la ricerca italiana

Individuati quattro diversi sottotipi di tumore al polmone. Quattro sottotipi molecolari di adenocarcinoma polmonare, con diverse sensibilità al trattamento con farmaci immunoterapici, sono stati individuati da un team dell'Irccs Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Lo studio, pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology, rivista ufficiale dell'International Association for the Study of Lung Cancer, potrebbe aiutare a indirizzare gli oncologi verso terapie ad hoc per ognuno. Sono stati circa 41.000 i nuovi casi di tumore del polmone nel 2020 in Italia (dati Airtum) e il tumore polmonare non a piccole cellule, di cui fa parte l'adenocarcinoma, costituisce l'85%.

<h2> Il trattamento di immunoterapia </h2>

«L'immunoterapia con inibitori di PD-1/PD-L1 è uno dei cardini del trattamento dei tumori polmonari metastatici - evidenzia Federico Cappuzzo, direttore della Oncologia Medica 2. - L'efficacia si associa anche ad una sua maggiore tollerabilità, rispetto alla tradizionale chemioterapia, che consente oltre ad un aumento della sopravvivenza anche un miglioramento della qualità di vita. Ma nonostante i progressi dei trattamenti immunoterapici, una percentuale importante di pazienti non ha risultati favorevoli».

Le alterazioni in due geni

L'uso sempre più frequente di test genomici permette di decifrare delle alterazioni molecolari che nascondono un profondo significato clinico: questo il punto di partenza del recente lavoro del team guidato dell'oncologo e ricercatore Marcello Maugeri-Saccà. La nuova ricerca sfrutta, infatti, la presenza o l'assenza di alterazioni molecolari in due dei geni più frequentemente alterati nell'adenocarcinoma polmonare, ovvero keap1 e tp53, per esplorare diversi tratti che differenziano o accomunano questi sottogruppi di neoplasie. «I risultati - afferma Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena e coautore dello studio - aprono nuove strade nella ricerca di un trattamento e di un percorso clinico sempre più personalizzato dei nostri pazienti, in un'era dove l'integrazione di dati clinici e genomici può essere di fondamentale aiuto».

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