Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Vaccino anti-Covid, nelle donne «la risposta è migliore ma l'effetto cala più in fretta»: lo studio dell'Iss

Il risultato presentato a un congresso a Padova: "Le donne sono più interessate da disordini autoimmunitari"

Sabato 17 Settembre 2022
Vaccino anti-Covid, nelle donne «la risposta è migliore ma l'effetto cala più in fretta»: lo studio dell'Iss

Il vaccino ha gli stessi effetti su uomini e donne? Diversi nel modo di ammalarsi di Covid-19, uomini e donne sono diversi anche nel modo di rispondere ai vaccini contro il Sars-COV-2. Le seconde, infatti, rispondono meglio alla vaccinazione, ma vedono anche calare più velocemente l'effetto. Questo il risultato di uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) presentato al Congresso Internazionale di Medicina di Genere, in corso a Padova. Per valutare la diversa risposta degli anticorpi anti-Spike (la proteina che il virus SarsCV2 utilizza per aggredire le cellule umane) i ricercatori hanno raccolto i dati degli operatori sanitari, i primi a ricevere il vaccino. Sono stati esaminati i dati di 136 maschi e 385 femmine, vaccinati con due dosi che lavorano in un ospedale a Roma. Per tutti gli individui, i livelli di anticorpi anti-Spike sono stati misurati a diversi intervalli di tempo: 16 giorni dopo la seconda dose di vaccino; 77 giorni dopo e 154 giorni dopo. Ne è emerso che tra 15 e 150 giorni dopo la seconda dose, il personale sanitario femminile ha mostrato titoli anticorpali anti-Spike 1,7 volte più alti rispetto ai maschi, quindi la risposta è stata più elevata nelle donne che negli uomini. Ma 154 giorni dopo la seconda dose i titoli anticorpali anti-Spike risultavano diminuiti significativamente e hanno raggiunto livelli simili sia nei lavoratori di sesso maschile che femminile.

Covid, l'Oms pronto a dichiarare la fine della pandemia: «Vediamo il traguardo»

Omicron, Bassetti attacca Burioni: «Sulle varianti 4 e 5 non terrorizziamo gli italiani, ho molti dubbi sulla maggiore aggressività»

Quindi, anche se gli anticorpi diminuiscono in entrambi i sessi dopo alcuni mesi dal vaccino, di fatto la diminuzione è più brusca e repentina nelle donne. Inoltre, negli uomini con livelli plasmatici di testosterone più alti si hanno titoli di anticorpi anti-S più elevati. «Le donne - osserva Anna Ruggieri, ricercatrice senior dell'Iss - sono più immunoreattive, rispondono meglio alle infezioni, e anche nel Covid-19 è così. Ma c'è un rovescio della medaglia: le donne sono più interessate da disordini autoimmunitari, hanno reazioni avverse ai vaccini più frequenti e di maggiore entità rispetto agli uomini. Mentre coloro che non sviluppano anticorpi protettivi dopo le vaccinazioni, sono più spesso di sesso maschile». Saperlo, «può aiutare a mettere in campo strategie di sorveglianza sanitaria più personalizzate».

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA