Vaccino Covid, quanto durerà l'immunità? Pregliasco: «Almeno 8 mesi, poi forse il richiamo»

Sabato 21 Novembre 2020 di Lorena Loiacono
Vaccino Covid, Pregliasco: «Immunità vale almeno 8 mesi, intanto usciamo dall'emergenza, poi verificheremo se serve un richiamo»

Fino a 8 mesi di immunità dopo aver avuto il Covid-19. E con il vaccino? E' questo per ora il punto di partenza per capire come arginare il Covid-19: individuare un limite temporale per studiare gli effetti reali garantiti dalla prima dose: «La durata dell'immunità del vaccino – spiega Fabrizio Pregliasco - è da verificare, se necessario si dovrà fare un richiamo nel tempo».

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Il limite (provvisorio) di 8 mesi


Perché proprio 8 mesi? Semplicemente perché è impossibile andare a ritroso nel tempo, prima degli ultimi 8 mesi, per analizzare le persone guarite. I pazienti che, per primi, si sono ammalati e sono guariti dal nuovo coronavirus, quindi all'inizio della pandemia, sono rimasti immuni per tutto il tempo. Con un massimo quindi di 8 mesi verificati: vale a dire da marzo a oggi.

 

 

 

 

Nella quasi totalità dei casi, almeno su larga scala, sta accadendo proprio questo: sono infatti rari gli episodi in cui un paziente già guarito ripresenta i sintomi e si ammala per la seconda volta. Quindi aver avuto la malattia garantisce (o quasi) un'immunità pari, almeno, a 8 mesi. Nei prossimi mesi si capirà se questo limite potrà essere esteso a 10, 12 mesi o oltre. Per ora però, avendo a che fare con un nuovo virus, la medicina non si sbilancia oltre.


A ribadire l'immunità dopo la malattia è un recente studio della British University e dell'Oxford University Hospitals condotto nei mesi di aprile e novembre 2020 tra 12.180 operatori sanitari impiegati negli ospedali dell'Università di Oxford.

 

Nell'indagine sono stati testati i caregiver per verificare se avevano anticorpi e se avevano contratto il Covid-19: in pratica non sono state riscontrate nuove infezioni sintomatiche nei partecipanti che sono risultati positivi agli anticorpi mentre sono state trovate 89 persone, tra coloro che erano risultati negativi agli anticorpi, che hanno contratto il virus. Però va tenuto presente che i livelli di anticorpi diminuiscono nel tempo.

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Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, che cosa accade dopo essere guariti dalla malattia?

«Abbiamo a che fare con un virus nuovo, di cui conosciamo ormai sintomi ed effetti. Ma non abbiamo avuto il tempo di vedere cosa accade dopo la malattia. Per ora sappiamo che gli anticorpi restano nel paziente».

Ed è un bene?

«Sì, per ora possiamo dire che l'immunità resta per 8 mesi. Tanto è il tempo di osservazione che abbiamo a disposizione».

Sarà così anche per il vaccino?

«Questo non lo sappiamo, sarà da scoprire».

Quindi come si procede?

«Una volta che il vaccino entrato in commercio, verrà avviato un monitoraggio nel tempo».

 

Con i vaccini è sempre così?


«No, di solito il percorso di studio di un vaccino è più lungo prima della messa in commercio. Ora però abbiamo la necessità di fermare i contagi. Ma, nonostante la velocità adottata nella procedura, parliamo di una sperimentazione che ha coinvolto un numero di persone simile a quelle degli altri vaccini. Ed è un elemento molto importante per considerare la validità del vaccino».

Che cosa ci possiamo aspettare?

«Partiamo con un vaccino che potrebbe fermare il virus per almeno 8 mesi. Probabilmente l'immunità sarà anche più lunga degli 8 mesi: il vaccino sarà più efficace rispetto all'aver avuto la malattia».

E dopo?

«Intanto ci prendiamo questo spazio temporale, di 8 mesi o un anno, per uscire dall'emergenza. Il vaccino serve a fermare il virus e intanto la medicina ha il tempo per andare avanti con gli studi e valutare un eventuale richiamo a distanza nel tempo. Come accade per altre malattie del resto».

Ultimo aggiornamento: 14:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA