Tumore al seno avanzato, record di sopravvivenza battuto con il al Ribociclib

Domenica 19 Settembre 2021, 14:28 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 10:45

Dati definiti «solidi»

«Attendevamo con ansia questi dati, che sono molti solidi e confermano l'efficacia della terapia a bersaglio molecolare con ribociclib», afferma Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare dell'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli. «Vi erano già due studi con ribociclib condotti su popolazioni diverse: Monaleesa-7 e Monaleesa-3. Il 'pezzò mancante era proprio il Monaleesa-2. Lo studio è maturo, con un follow up mediano di circa 80 mesi: questo significa che metà delle pazienti è stata seguita per almeno 7 anni. Siamo di fronte a una sperimentazione il cui risultato è stabile, definitivo. Ribociclib ha mostrato una riduzione del 24% del rischio di morte, coerente con quanto già visto negli altri due studi Monaleesa». «Altro dato che conferma la validità del farmaco - prosegue l'oncologo - è la sopravvivenza globale mediana, pari a 63,9 mesi. È la più lunga mai registrata in tutti i tipi di tumore della mammella. Significa che metà delle pazienti vive più di 5 anni. I dati delle tre sperimentazioni su ribocliclib si rafforzano a vicenda e lo pongono come l'unico inibitore CDK4/6 ad aver dimostrato un vantaggio in sopravvivenza globale in tutte le popolazioni studiate, quindi in donne in pre/peri e postmenopausa e con diverse combinazioni ormonali». Nello studio Monaleesa-2 - riferisce ancora la nota - si è registrato un ritardo di 12 mesi nel tempo libero da chemioterapia con ribociclib e letrozolo rispetto alle pazienti che assumevano solo letrozolo.

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