Israele torna alla normalità: mascherine non più obbligatorie, il 70% della popolazione immunizzata

Venerdì 16 Aprile 2021
Israele comincia a tornare alla normalità: mascherine non più obbligatorie e festeggiamenti all'aperto

Le vaccinazioni in Israele stanno dando i risultati sperati: i cittadini dello Stato ebraico iniziano a vedere la luce dopo la lunga battaglia contro il Covid.

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Ieri sono stati registrati poco più di 200 nuovi casi di coronavirus e con più della metà della popolazione vaccinata: le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi sono il 57,3% della popolazione, ma considerando anche chi è guarito dall'infezione si arriva al 70% circa di immunizzati. Anche a restrizioni allentate i contagi non crescono più ormai da settimane. Un modello da imitare, ma anche un'iniezione di fiducia. 

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E' importante ricordare che in Israele le restrizioni sono state molto più severe rispetto al resto d'Europa, infatti lo stato ebraico ha vissuto tre lockdown totali dall'inizio della pandemia.

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Ultima restrizione allentata è quella relativa all'uso delle mascherine all'aperto: stando a una direttiva del ministero della sanità da domenica prossima gli israeliani non avranno più l'obbligo di portare la mascherina all'aperto anche se resterà ancora in vigore l'obbligo al chiuso.

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Il ministro della sanità Edelstein invita però alla prudenza «Le maschere servono a proteggerci dal coronavirus», ha detto «Dopo che i nostri esperti sanitari sono arrivati alla conclusione che non sono più necessarie all’aperto, potremmo toglierle. Il livello di contagio in Israele è molto basso grazie al successo della nostra campagna di vaccinazione, vi chiedo di continuare a indossarle quando entrate negli edifici chiusi. Insieme, possiamo mantenere bassi i contagi» ha concluso.

Ieri sera a Gerusalemme sono iniziati i festeggiamenti per il 73° Yom HaAtzmaut e proseguiranno nei prossimi giorni con il ritorno di eventi dal vivo. Dopo un anno di pandemia, centinaia di migliaia di persone ne hanno approfittato per festeggiare anche se molti mantenendo la mascherina sul volto o a portata di mano. Sono stati prese d'assalto parchi nazionali e spiagge per l'evento, portando in alcuni casi a chiudere per capacità massima.

«E' stato un anno difficile di epidemia globale, lo abbiamo attraversato insieme e ne siamo usciti a piene forze», ha detto Netanyahu in un video messaggio, Parole di esultanza anche da parte dell'ad di Pfizer, Albert Bourla, che ha celebrato la "cooperazione" tra la società americana e Israele: «Insieme stiamo dimostrando che attraverso la vaccinazione di massa possiamo sradicare la pandemia di coronavirus e salvare vite umane». 

E adesso? Si pensa alla ripartenza e in particolare al settore turistico, principale fonte di reddito nazionale ferma da un anno. Dal 23 maggio potranno entrare i turisti che dimostreranno di essere stati vaccinati o guariti e saranno ammessi solo in gruppo. I turisti dovranno sottoporsi a un tampone molecolare e a un test sierologico per dimostrare di avere gli anticorpi grazie alla vaccinazione o alla guarigione, il tutto entro 72 ore dall’imbarco sui voli diretti in Israele. 

 

È previsto infine un tampone anche all’arrivo, come in Inghilterra. Già dalla scorsa settimana, Israele ha iniziato a consentire l’ingresso ai gruppi di persone in visita ai parenti.  Stando alle parole del ministro del turismo Farkash-Hacohen si prospettano nuove riaperture: «Continuerò a spingere per aprire il paese al turismo, che aiuterà notevolmente l’economia e creerà posti di lavoro necessari per tanti israeliani» ha detto.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA