Covid a Livorno, ha febbre alta da giorni: Jonathan muore in attesa del tampone, aveva 39 anni. Denuncia della famiglia

Lunedì 9 Novembre 2020
Covid a Livorno, ha febbre alta da giorni: Jonathan muore in attesa del tampone, aveva 39 anni

Stava male. Aveva la febbre e il Covid. E così Jonathan Mangone, 39 anni, dipendente in un supermercato di Livorno, è morto sabato scorso in ospedale. Ma come hanno raccontato i familiari, Jonathan aveva da giorni la febbre alta ed era in attesa di poter fare un tampone. «Il medico di famiglia ci ha risposto che lunedì se non fosse stato meglio avrebbe fatto il tampone e che per il momento bastava segnare eparina, cortisone e antibiotico», è quanto hanno raccontato alcuni parenti al quotidiano Il Tirreno, che ha ricostruito la vicenda. Le condizioni del 39enne si sono però improvvisamente aggravate sabato pomeriggio. A chiamare i soccorsi è stata la mamma dell'uomo: i volontari, con il medico, hanno fatto il possibile per salvarlo, riuscendoci inizialmente, ma nel tragitto verso l'ospedale Mangone ha avuto un arresto cardiaco. È arrivato ancora vivo al pronto soccorso, ma purtroppo in serata è deceduto. Successivamente dagli esami, secondo quanto ricostruito dai familiari, è emerso che era positivo al virus.

 

Fratellone il gigante buono sempre disponibile e ci stava per tutti non credo ancora perché io mio cervello se spento...

Pubblicato da Romolo Mangone su Sabato 7 novembre 2020

I familiari hanno annunciato che presenteranno un esposto in procura per sapere la verità. «Ha patito troppo prima di morire, faremo un esposto in procura. Il medico, giovedì scorso, ci ha risposto che non fosse stato meglio lunedì gli avrebbero fatto il tampone e che per il momento bastava segnare eparina, cortisone e antibiotico», ha raccontato al quotidiano la cugina Emanuela Manetti. Conosciutissimo in città, Jonathan Mangone lavorava ai Penny Market di via Cimarosa e viale Petrarca. «Un ragazzo solare e pieno di vita – così il fratello Romolo – e io, pur non essendo un medico, credo che se ci fosse stato il modo di fargli fare il tampone subito, quando lo avevamo chiesto, forse le cose potevano andare in maniera diversa. Quantomeno poteva essere ricoverato in ospedale. Se aveva altre patologie? Fino all’anno scorso ha giocato a calcetto, gli amici lo sanno, era solo sovrappeso. No, non aveva malattie. Francamente non essendo un dottore non so quanto possa aver influito, comunque ci hanno detto di avergli fatto il tampone in ospedale e che è risultato positivo». Il fratello di Jonathan – il "gigante buono" per i suoi cari – ha affidato anche a Facebook il suo dolore per l'improvvisa perdita: «Sempre disponibile e c'era per tutti», così lo descrive in un post, «è un incubo, un brutto sogno, mi mancherai».

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