Covid Roma, mamma positiva organizza festa per il figlio: la nonna di un amichetto si contagia e muore

Martedì 27 Ottobre 2020 di Lorenzo De Cicco
Covid Roma, mamma positiva organizza festa per il figlio: la nonna di un amichetto si contagia e muore

Per l’incredibile festa di compleanno organizzata da una mamma positiva di Ladispoli, una nonna è morta. Sua figlia aveva partecipato al party, si è infettata, e ha contagiato a sua volta l’anziana madre. Una delle ultime vittime del Covid-19 nel Lazio. È un filo d’incoscienza, anzi, di irresponsabilità, a legare una festicciola per bambini, messa in piedi senza tenere conto di una delle regole base dell’emergenza (quella che dice: se ho la febbre, resto a casa) a un funerale che forse, senza quel party incauto, si sarebbe potuto evitare. «Abbiamo avuto una vittima correlata alla festa con la mamma positiva di Ladispoli», spiega Simona Ursino, direttrice del Sisp (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) della Asl Roma 4, il pool di medici che ha dovuto faticosamente ricostruire a ritroso la catena dei contagi originata dalla festa. La vittima è la madre di una donna che ha partecipato al party.

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Allarme sottovalutato

«È un episodio che fa riflettere. Quando noi medici diciamo che le feste private sono state, e purtroppo sono ancora, un problema per la diffusione del virus, c’è chi sottovaluta l’allarme. E continua a organizzare eventi». La maggior parte dei contagi che ha colpito gli studenti, con lo spiacevole strascico di tamponi e chiusure, «non ha alcun legame con le lezioni, tutto è partito da fuori», ha spiegato il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Rocco Pinneri. Pier Luigi Bartoletti, il segretario romano della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale, ha raccontato che, nonostante il coprifuoco, le feste purtroppo proseguono, magari spostando l’appuntamento in anticipo. Solo nelle ultime due settimane, ha detto Bartoletti, «abbiamo registrato decine e decine di contagi legati a diciottesimi, aperitivi, adunate scolastiche di pomeriggio. Ci chiamano dopo, a contagio avvenuto».

In ritardo

A volte l’allentamento delle precauzioni porta a casi limite. Come quello della mamma di Ladispoli. Nonostante avesse da giorni i sintomi del Covid-19, come ha poi raccontato agli operatori del drive in, non ha voluto rinunciare alla festa di compleanno del figlio di 8 anni. Anzi, a due feste. Prima una, poi l’altra. Totale: 60 invitati, tra compagni di scuola - una seconda elementare - più mamme e papà al seguito. La donna aveva la tosse e anche qualche linea di febbre, ma ormai il party era organizzato, si è difesa, quindi perché cancellare tutto? In coda per il tampone ci si è messa solo dopo, a festeggiamenti conclusi, con un risultato non imprevedibile: positiva. A quel punto la Asl ha avviato i tracciamenti e ha messo in isolamento le famiglie degli invitati, peraltro piuttosto recalcitranti, in qualche caso, a osservare la quarantena. Una giovane dottoressa addetta alle chiamate è stata bersagliata d’insulti. Altri genitori se la sono presa con la mamma positiva: «Poteva dirlo se aveva la febbre». Dopo le schermaglie, è arrivata la notizia del lutto. Una morte che forse non sarebbe avvenuta se ci fosse stato un gesto di elementare prudenza. 

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 20:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA