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Morto dopo 8 mesi di calvario in ospedale, positivo al Covid non era più tornato a casa

L'odissea di Gianpaolo Pompanin, 74 anni, di Longarone ricoverato in rianimazione e in pneumologia

Domenica 31 Luglio 2022
Morto dopo 8 mesi di calvario in ospedale, positivo al Covid non era più tornato a casa

LONGARONE - Se n’è andato Gianpaolo Pompanin, 74 anni, di Longarone, fondatore del Foto Studio Grafica Pompanin specializzato nel settore della comunicazione visiva. Una morte arrivata dopo otto mesi di sofferenze passate all’ospedale di Belluno tra il reparto di Terapia intensiva e la Pneumologia. Nell’autunno scorso era stato colpito dal Covid da qui il ricovero e poi un susseguirsi di complicazioni che alla fine lo hanno portato alla morte senza mai più aver fatto ritorno a casa. 

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Un calvario che si è chiuso tristemente venerdì al San Martino. L’annuncio è stato dato dalla compagna Vittoria con Federico, il figlio Cristian, la nuora Giovanna, le nipoti Rachele e Letizia, la sorella Marta e i parenti.
I funerali si svolgeranno domani, lunedì 1 agosto, alle 15 nella chiesa arcipretale di Longarone. Per volontà dell’estinto la salma sarà poi cremata.

CHI ERA
La figura di Pompanin viene ricordata dal sindaco Roberto Padrin. «Con lui - dice il primo cittadino - se ne va un altro pezzo di storia del post Vajont. Una perdita importante per la nostra comunità». Pompanin, originario di Cortina d’Ampezzo, era arrivato a Longarone subito dopo la tragedia del Vajont aprendo uno studio di fotografo. Negli anni l’attività è cresciuta fondando Foto Studio Pompanin - Grafica moderna, al civico 86 di via Roma. Un’attività rivolta soprattutto alle imprese, specializzata nel settore della comunicazione visiva. L’attività, che ha toccato il traguardo dei trent’anni, è poi passata al figlio Cristian. «Era una figura conosciutissima - afferma ancora Padrin che in queste settimane ha dovuto fare i conti con più lutti che hanno colpito la comunità -, molto importante per la nostra comunità. Purtroppo se n’è andato dopo ben otto mesi di sofferenze».

IL RICORDO
Sui social sono apparsi i primi ricordi. «Ricorderò per sempre - scrive Feliciana - con quanta dolcezza mi insegnavi a fotografare i papaveri, perché per te erano importanti i particolari, gli attimi sia negli scatti, sia nella vita. Grazie per quanto hai saputo trasmettermi».

Ultimo aggiornamento: 11:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA