Vaccino antinfluenzale, caos Lombardia: non sono bastati i cinque bandi di gara

Domenica 4 Ottobre 2020 di Claudia Guasco

La stagione dell'influenza è alle porte, così come la campagna vaccinale. Peccato che «la Regione Lombardia non dia i vaccini al Comune di Milano», è la denuncia della vicesindaca e assessore alla Sicurezza, Anna Scavuzzo. Che accusa il Pirellone di «voltafaccia: ammette di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non ha abbastanza dosi di vaccino. E questo dopo settimane di incontri, approfondimenti, bozze di accordi».

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I BANDI DI ARIA
Risultato: la Regione ha scritto al Comune indicando di «procedere con strutture private per l'approvvigionamento, come se non sapesse che il problema vero è che la Lombardia è in gravissimo ritardo, in difficoltà a reperire sul mercato coperture per le categorie ad alto rischio per età e patologia, figurarsi per il resto della popolazione», punta il dito l'assessore. Eppure si trattava di una «criticità già denunciata dai medici di base e dai pediatri e ribadita dai farmacisti». Nel malaugurato caso di una seconda ondata di Covid, il vaccino influenzale aiuta nelle diagnosi, considerati i sintomi sovrapponibili. Ma proprio in Lombardia dove il virus ha colpito duramente, il Pirellone è in ritardo, come dimostra l'elenco dei bandi di gara pubblicati da Aria, la centrale acquisti della Regione coinvolta nell'inchiesta sui camici del cognato del governatore Attilio Fontana e il cui ex direttore generale Filippo Bongiovanni è indagato. Il gruppo consiliare del Pd ha ricostruito la cronologia: il primo bando è del 26 febbraio, tre giorni dopo il paziente uno a Codogno. Riguarda l'acquisto di 1,35 milioni di dosi per adulti e 20 mila per bambini a un prezzo di 4,50 euro l'una, ma il numero è di poco superiore alle vaccinazioni fatte l'anno scorso dalla Regione (1,29 milioni), con una copertura del 47-48% degli over 65 rispetto a un obiettivo minimo raccomandato a livello nazionale del 75% e ottimale del 95%. Causa prezzo inferiore ai 5,50 pagati nel 2019, l'asta va deserta. Il secondo tentativo di Aria è tra marzo e aprile, alzando il prezzo a 5,90 euro a dose, ma senza aumentare le quantità richieste. A maggio arriva una comunicazione della direzione generale Welfare che si accorge che le dosi non sono sufficienti, così la gara viene revocata e si riparte da zero. Si arriva al 26 maggio, Aria indice un «appalto specifico» e aumenta i quantitativi del lotto di vaccini per gli adulti, allo stesso prezzo. È un altro buco nell'acqua: poiché ormai è difficile reperire il vaccino data la massiccia richiesta, Aria dichiara non assegnato il lotto da due milioni di dosi per adulti, mentre va a buon fine quello pediatrico «a 5,75 cadauno, per un totale di 117.673,75 euro».

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«PROBLEMA NAZIONALE»
Con il quarto bando di metà giugno la Regione cerca 2,5 milioni di dosi per adulti, più altre 200 mila destinate agli operatori sanitari e 70 mila per gli ospiti delle Rsa. Il bottino è scarso, solo 20 mila dosi per adulti e altrettante per operatori sanitari. Tra quinta e sesta gara la Regione riesce a racimolare altre 500 mila dosi per bambini. «Non è così - replica l'assessore al Welfare Giulio Gallera - Noi abbiamo acquistato 2,5 milioni di dosi di vaccino, che rappresentano l'80% in più di quelle dell'anno scorso anno, che ci permetteranno di vaccinare in tempi utili le persone fragili, gli over 60, le donne incinte, gli operatori sanitari e i bambini. Per tutti gli altri cittadini, il problema dell'approvvigionamento è nazionale».
 

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