Vaccino Covid, da immigrati a miliardari: la coppia di prof che ci salverà

Mercoledì 11 Novembre 2020 di Cristina Marconi

Determinati, pacati, instancabili. Ugur Sahin e Özlem Türeci, oncologo lui e immunologa lei, sono così appassionati al loro lavoro che il giorno del loro matrimonio sono andati comunque in laboratorio, prima e dopo la cerimonia, preferendo il camice bianco all'abito bianco.
Era il 2002 ed è grazie all'immutata dedizione alla scienza di questa coppia di immigrati turchi cresciuti in Germania se il mondo può sperare di uscire tra non troppo tempo dalla durissima pandemia di Covid-19. Lei, la dottoressa Türeci, cinquantatré anni, è figlia di medici e già da piccola seguiva il padre chirurgo in sala operatoria, a Istanbul. «Non ho mai immaginato di poter far un altro lavoro, neanche da bambina», ha spiegato. Lui ha due anni di più e origini ben più modeste: dalla città di Iskenderum, vicino al confine siriano, è arrivato in Germania a 4 anni per raggiungere il padre operaio, o come si diceva all'epoca Gastarbeiter, ossia lavoratore ospite, in una fabbrica di auto a Colonia. La sua enorme passione per la scienza è cresciuta esclusivamente grazie ai libri.
Türeci e Sahin si sono conosciuti all'ospedale universitario di Saarland, a Homburg, e presto si sono ritrovati a cercare di mettere a punto un metodo innovativo per portare il sistema immunitario a rilevare e sradicare i tumori.

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IL PRIMO STEP
Nel 2001 hanno creato la loro prima società, Ganymed Pharmaceuticals, venduta nel 2016 per un miliardo di euro a un gruppo giapponese. Ma è con la seconda, BioNTech, fondata nel 2008 insieme all'oncologo austriaco ed ex professore di Sahin, Albert Huber, che è avvenuta la svolta: i due, amministratore delegato lui e chief medical officer lei, pur guardando a malapena l'andamento delle azioni, si sono ritrovati tra le 10 persone più ricche della Germania grazie a un vaccino, sviluppato insieme agli americani di Pfizer e ai cinesi di Fosun, che ha dato il 90% di copertura contro il Covid-19.

 


LA LOTTA AL CANCRO
Fino al 2015 il loro obiettivo era principalmente la lotta al cancro, allargato poi ad altre malattie come l'HIV e la tubercolosi. Ma è grazie alla ricerca di un vaccino per l'influenza che si sono trovati pronti ad applicare il loro metodo innovativo, basato sul RNA messaggero, che trasmette le istruzioni dalle cellule umane per produrre proteine dal DNA, al nuovo coronavirus. A metà gennaio era bastato un articolo sulla rivista scientifica britannica The Lancet il tipo di pubblicazione che il dottor Sahin da sempre legge religiosamente da cima a fondo - perché i due scienziati iniziassero a preoccuparsi del misterioso virus di Wuhan e avviassero subito delle ricerche. Perché lui il pericolo l'ha visto «immediatamente», come racconta uno dei suoi colleghi alla BioNTEch. «Gli esperti sulla base delle esperienze di epidemie precedenti dicevano che sarebbe andato via com'era venuto, mentre io ho pensato: no, questa volta è diverso», ha spiegato mesi fa Sahin in un'intervista, raccontando di aver subito mandato una mail ai dipendenti per avvertire del pericolo imminente e di aver creato un gruppo dedicato di più di 400 persone per occuparsi della ricerca sul Covid-19.


MILIARDARIO IN BICI
A Magonza, nella sede di una società che ha raddoppiato il numero di dipendenti sono 1300, più della metà donne, provenienti da 60 paesi - e triplicato il suo valore di borsa a 16,5 miliardi di euro circa, il dottor Sahin preferisce andare in jeans, in bicicletta e ama più occuparsi di seguire i suoi dottorandi, visto che continua anche a insegnare, che fare il manager.
«Nonostante i risultati ottenuti, non è mai cambiato, non ha mai smesso di essere estremamente umile e caloroso», ha spiegato un investitore che lo conosce da tempo. BioNTech ha ricevuto finanziamenti dalla Bill&Melinda Gates Foundation pari a 55 milioni di dollari, 100 milioni di euro di prestito dalla Banca europea degli investimenti e 375 milioni dal governo tedesco. «Ma quello che mi interessa è creare valore a lungo termine», ha spiegato. La loro terapia personalizzata sul cancro ancora non è arrivata allo stadio dell'approvazione, mentre per quella sul Covid la fatidica tappa potrebbe essere alle porte.

Ultimo aggiornamento: 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA