Agricoltura del futuro, nasce la Carta di sostenibilità di Firenze. Patuanelli: «Al via politiche per invertire definitivamente rotta»

Domenica 19 Settembre 2021
Agricoltura del futuro, nasce la Carta di Firenze. Patuanelli: «Al via politiche per invertire definitivamente rotta»

L'agricoltura del futuro parte da Firenze. «Raggiungere la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti, e garantire sistemi alimentari sostenibili e resilienti, senza lasciare indietro nessuno». Con queste parole si apre "la Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari di Firenze", approvata nel capoluogo toscano dai ministri dell'Agricoltura del G20. Cambiamento climatico, lotta agli sprechi, obiettivo fame zero, innovazione e ricerca, sostegno al reddito, sicurezza alimentare, cooperazione e altro. Cinque pagine fitte di intenti, scandite in 21 punti, per tracciare l'indirizzo strategico dell'agricoltura del futuro. Perché «il Pianeta non ci aspetta», ha ribadito il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli alla conferenza conclusiva del vertice, partito ieri sotto la presidenza italiana. «Dobbiamo essere in grado di mettere in campo politiche che invertano la rotta in modo definitivo senza guardare al consenso e alle ricadute immediate - ha sottolineato il ministro - tutto ciò che facciamo avrà effetto tra molti anni».

 

G20, tra app e robot: il digitale dell'agroecologia. Presentate start-up, con robotica in stalla e in vigna

Minacce incombono sui sistemi alimentari globali. «Il cambiamento climatico, gli eventi meteorologici estremi, i parassiti e le malattie di animali e piante e gli shock come la pandemia di Covid-19 - si legge nel documento approvato dai ministri del G20 - minacciano i sistemi alimentari in tutto il mondo, possono causare carenze alimentari e aggravare la volatilità dei prezzi e richiedono risposte coordinate ed efficaci». Tuttavia non sarà adotta nessuna «misura restrittiva ingiustificata che potrebbe portare a un'estrema volatilità dei prezzi alimentari nei mercati internazionali e minacciare la sicurezza alimentare e la nutrizione». I cambiamenti climatici causano carenze di cibo e aumentano i costi di produzione delle materie prime. Il ministro è quindi tornato sul tema dei prezzi del grano anticipando la necessità di un intervento a livello globale: «Quella spirale va vista anche con un occhio alle speculazioni che si stanno sviluppando sulla Borsa, che sono internazionali. Se non ci sarà il raggiungimento di un plateau, per poi tornare a livelli inferiori, qualche intervento a livello globale bisognerà prenderlo».

Alimenti, carrello green italiano vale 10 mld: «Approvare subito legge nazionale sul biologico»

 

La politica rincorre il consenso quotidiano, ha riconosciuto, «quindi è sempre difficile mettere in campo azioni che possono far perdere un consenso immediato per un consenso futuro sempre incerto. Ma lo dobbiamo superare altrimenti ci giochiamo il pianeta». Sull'agenda 2030 «vedo tentennamenti perché molto spesso fare delle scelte significa dividere il campo e quindi può aumentare il consenso da una parte ma farlo perdere da un'altra». Ci sono stati tentennamenti, ha osservato anche su sugar tax e plastic tax: «Sono passati tre anni e siamo ogni volta a dover, correttamente, prorogare l'entrata in vigore perché contemporaneamente non abbiamo messo in campo gli strumenti necessari per far fare alle aziende la transizione verso un minor utilizzo di plastica e di zucchero». Patuanelli è tornato anche su un altro tema al centro delle polemiche dei giorni scorsi: il Prosek, su cui si è detto ottimista. «I precedenti sono evidenti, uno riguarda il Tocai. Le motivazione per cui è stato vietato l'utilizzo al nostro Paese del nome Tocai sarà identica alla motivazione per cui l'Ue vieterà alla Croazia l'uso del Prosek». Infine, un cenno al contributo dato dalla Food Coalition, lo strumento di partenariato tra soggetti non statali promosso dall'Italia e guidato dalla Fao, per affrontare unitariamente le sfide agricole e alimentari anche in relazione al post Covid a cui hanno già aderito oltre 35 i Paesi. Da domani si guarderà alla prossima ministeriale che si terrà tra un anno in Indonesia, ma il monito lanciato da questo vertice è chiaro: «Se noi non facciamo niente nel mezzo, il Pianeta non ci aspetta». 

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA