Alzheimer, il rischio di ammalarsi si può leggere negli occhi

Martedì 22 Settembre 2020

Una proteina che ha il ruolo di marker per la diagnosi delle malattie neurodegenerative è stata individuata nel liquido all'interno dell'occhio. A mostrarlo uno studio, pubblicato in Alzheimer's Research & Therapy, che potrebbe aiutare ad accelerare la diagnosi di Alzheimer e Parkinson. Queste malattie, ad oggi, non hanno cure ma solo terapie per contenerne i sintomi. Tuttavia, una volta che questi ultimi si manifestano significa che la patologia sta già progredendo. I biomarcatori sono uno degli obiettivi principali della ricerca nel campo, poiché possono rilevare la presenza della neurodegenerazione prima che questa danneggi il cervello, utilizzando «indizi» trovati in altre parti del corpo.

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Per questo studio, i ricercatori hanno raccolto campioni di umor vitreo, ovvero la massa gelatinosa, trasparente che riempie l'occhio, da 77 pazienti sottoposti a interventi chirurgici oculari programmati in precedenza presso il Boston Medical Center. I risultati hanno mostrato che tutti i 77 pazienti avevano la catena leggera del neurofilamento nel loro umore vitreo, e livelli più alti di questa proteina erano associati a livelli più alti di altri biomarker associati all'Alzheimer, come le proteine ;;amiloide-B e tau (già rilevate nel liquido cerebrospinale e nel sangue). «L'occhio può fornire informazioni importanti su ciò che sta accadendo nel cervello», spiega Manju Subramanian, chirurgo, primo autore dello studio e professore associato di oftalmologia alla Boston University School of Medicine. «Speriamo che questi risultati aggiungano un altro modo per rilevare la presenza di malattie prima che la neurodegenerazione causi danni irreversibili. Prima possiamo diagnosticare queste patologie - conclude - meglio staranno i pazienti». 

Ultimo aggiornamento: 14:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA