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Ansia e incubi notturni, ecco i tre sogni ricorrenti che rivelano un disturbo di stress: dall'ex partner alla paura di essere inseguiti

Lunedì 1 Agosto 2022
Ansia e insonnia, ecco i tre sogni che rivelano un disturbo di stress: dall'ex partner alla paura di essere inseguiti

L'ansia e più in generale lo stress emotivo possono disturbare il sonno e palesarsi durante la fase REM sotto forma di incubi ricorrenti. È il risultato di una nuova ricerca tedesca che suggerisce che il contenuto dei sogni delle persone con disturbi d'ansia può essere significativamente diverso da quello degli individui sani. Sarebbero tre, secondo lo studio, i temi più comuni nei sogni dei pazienti che soffrono di stress emotivo: sognare un/una ex, sogni emotivamente più intensi e una maggiore prevalenza di immagini ad alta velocità.

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Ansia e sogni, ecco i temi ricorrenti che allarmano gli esperti

Lo studio dei ricercatori dell'Università di Düsseldorf, e pubblicato sulla rivista Dreaming, si proponeva di indagare le caratteristiche specifiche manifestate nei sogni di persone con diagnosi di disturbi d'ansia clinici e di confrontarle con i sogni di persone sane. Sono stati creati due gruppi di "sognatori": 38 persone con i disturbi e 38 persone sane. I 76 individui sono stati monitorati utilizzando diari onirici, questionari e analisi dei sogni individuali, e quindi confrontati.

I ricercatori hanno concluso che c'era una differenza significativa in termini di contenuto del sogno e diversi argomenti sono risultati essere più prevalenti tra quelli con disturbi d'ansia. Questi incubi includevano: il sogno di un ex interesse amoroso (incluso un/una ex partner) essere inseguiti, essere attaccati fisicamente, essere bloccati dalla paura, morte di persone care e incidenti. Inoltre quando si trattava di emozioni oniriche, i pazienti ansiosi provavano inoltre sentimenti più negativi, tra cui rabbia, paura, apprensione e tristezza, e meno positivi, come la felicità.

Cosa accade nel cervello

Ciò ha portato l'autore principale e psicologo Anton Rimsh dell'Universität Düsseldorf in Germania, a suggerire che i sogni dei pazienti ansiosi «possono raffigurarsi nella trasposizione dell'esperienza di un ambiente spaventoso, ostile e pericoloso riscontrabile nella vita reale»

Il cervello come sappiamo continua a lavorare sempre, anche di notte. Il sonno occupa circa un terzo della vita e i sogni accompagnano il 25% del riposo. Se sogniamo per un dodicesimo della nostra esistenza, l’attività onirica diventa importante per il nostro equilibrio mentale ed è spesso la manifestazione inconsapevole di un messaggio del corpo. Il sogno parla attraverso simboli, attinge alle nostre emozioni e agli episodi che viviamo. Le persone ansiose hanno un rapporto spesso burrascoso con il riposo notturno e possono manifestare incubi ricorrenti, la cui interpretazione aiuta a ritrovare il benessere mentale perduto.

L'autore della ricerca ha aggiunto: «Pertanto, possiamo presumere che la presenza di un disturbo d'ansia istighi una maggiore intensità soggettiva complessiva delle esperienze oniriche e delle immagini oniriche». Ma perché accade? L’ansia provoca l’interazione strutturale e funzionale di l’amigdala, corteccia prefrontale mediale e cingolata anteriore. Queste regioni del cervello si attivano anche durante la fase REM del sonno. Per questo motivo è ragionevole sostenere che gli stessi meccanismi psicologici e neurobiologici dell’ansia durante la veglia siano responsabili delle esperienze negative nei sogni.  «Secondo questa nozione, abbiamo concluso che i contenuti onirici nei pazienti ansiosi sono elevati e hanno un'attività molto intensa»

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA