L'odio per i broccoli è scritto nel gene Tas2R38 (e mette a rischio la dieta sana)

Martedì 12 Novembre 2019
L'odio per i broccoli è scritto nel gene Tas2R38 (e mette a rischio la dieta sana)

Essere sensibili al gusto amaro è una caratteristica utile all'uomo perché lo protegge dal mangiare cose che potrebbero essere velenose. Jennifer Smith e altri colleghi della School of Medicine dell'Università del Kentucky - in occasione del meeting dell'American Heart Association (Aha) in programma nei prossimi giorni a Philadelphia - spiegano, quindi, la repulsione vera e propria che si ha verso alcuni alimenti come i broccoli, dal caratteristico gusto amarognolo. La causa è nei geni, affermano gli scienziati statunitensi autori di una nuova ricerca che spiega perché ad alcune persone non piacciono proprio alcuni tipi di verdure.

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Ereditare due particolari copie del gene del gusto amaro, chiamato TAS2R38, impedirebbe alle persone di apprezzare vegetali come broccoli o germogli. Ma potrebbe rendere sgradevole anche la birra, il caffè e il cioccolato fondente. Il problema è che a causa di questa repulsione alcune persone hanno forti difficoltà a raggiungere la quantità raccomandata di cinque porzioni al giorno di verdura e frutta. Ognuno di noi eredita due copie del gene TAS2R38, che codifica per una proteina presente nei recettori sulla lingua e che ci permette di gustare l'amarezza. Le persone che ereditano due copie di una variante chiamata Avi, però, non sono sensibili ai gusti amari di alcune sostanze chimiche. Quelli con una copia di Avi e un'altra variante chiamata Pav, invece, percepiscono l'amaro di queste molecole. Ma non in misura così estrema come gli individui con due copie di Pav, spesso chiamati "super-assaggiatori", che sicuramente troverebbero gli stessi alimenti eccezionalmente amari.

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Gli scienziati hanno studiato 175 persone e hanno scoperto che coloro che possiedono due copie della versione Pav del gene del gusto amaro mangiano solo piccole quantità di verdure a foglia verde, le più buone per il cuore. Per i ricercatori «bisogna considerare anche il modo in cui un paziente assapora i cibi, se si vuole davvero che segua le linee guida nutrizionali». Gli studiosi sperano di scoprire se l'uso delle spezie possa aiutare a mascherare il sapore amaro e a rendere le verdure più allettanti per le persone che sono predisposte a non gradirne determinate varietà.

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Ultimo aggiornamento: 21:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA