Dieta, quando si rischia di morire: attenti a guru e fake news sul cibo

Venerdì 18 Settembre 2020 di Valentina Errante e Adelaide Pierucci
Dieta, ecco quando si rischia di morire: attenti a guru e fake sul cibo

«Se ci fosse una formula chimica capace di far dimagrire senza provocare danni alla salute, il farmaco sarebbe stato già prodotto e probabilmente rientrerebbe tra quelli coperti dalla mutua, perché l’obesità è una malattia che comporta un enorme aggravio per le casse del Sistema sanitario nazionale». Marcello Ticca, medico, docente di Scienze dell’Alimentazione, vicepresidente della Società italiana scienze alimentazione, non ha dubbi e non si stanca di ripeterlo: «Se dilaga il fenomeno di diete che promettono di fare miracoli e di medici spregiudicati, che prescrivono farmaci pericolosi, è a causa dell’ignoranza e del fatto che le persone preferiscono credere nei miracoli che nella scienza».

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Non sempre le conseguenze sono irreparabili ma un rischio c’è. Ne è la prova la sentenza arrivata proprio ieri. Con le pasticche sperava di perdere i quattro chili presi con una gravidanza gemellare Catia Parenza, quarantenne romana, ex manager della Luiss Enlabs. Fortunatamente non è morta. Ma ha dovuto rinunciare alla vita precedente. Niente più lavoro, jogging, nuotate, ma neppure fare la spesa. Dall’autunno del 2014 è costretta su una sedia a rotelle o sulle stampelle, quasi priva dell’uso della parola, e costretta a vedere crescere i suoi bambini, ora 9 anni, senza potersi dedicare, come vorrebbe, a loro. Ieri, il medico che le aveva prescritto i farmaci che potrebbero averle procurato un ictus è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno. Il business dei prodotti per le diete, in Italia, è di 150 milioni all’anno.
 
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Quando un medico di fiducia, Piero Simoni, aveva consigliato a Catia di prendere le pillole non si era tirata indietro. Erano, si è scoperto poi, pastiglie anoressizzanti, una preparazione galenica a base di fenilpropanolamina che può causare l’ictus e in qualche caso la morte. Il dottor Simoni è stato condannato per lesioni gravissime e assolto dall’accusa di somministrazione di farmaci illeciti. La signora Parenza ha pianto quando ha saputo della sentenza. «Ho denunciato affinché altri non cadano nello stesso errore, nella stessa trappola», ha spiegato tramite il suo legale, l’avvocato Massimo Ionà. La manager, una famiglia di antiquari alle spalle, era andata dal dietologo con la speranza di riprendere la linea perfetta di qualche anno prima.
 


Nonostante la bilancia non sfiorasse i sessanta chili, il medico le aveva prescritto due scatolette di pillole con fenilpropanolamina. Una per il mattino e una per la sera. In poche settimane la paziente avrebbe riacquistato la pancia piatta. Qualche ora dopo l’assunzione della prima pastiglia, invece, l’ictus emorragico. Un collegio di periti nominati dal giudice non ha escluso il nesso di causalità tra il farmaco e l’invalidità. 
Ma le inchieste su finti dietologi e medici non specializzati o nutrizionisti che consigliano diete “truffa” o addirittura prescrivono anoressizzanti sono piene le procure. Da Torino a Palermo. Lo scorso giugno, a Cassino, un ragazzo di 26 anni è morto. L’ipotesi è che a ucciderlo siano stati i prodotti che assumeva per dimagrire. L’inchiesta è ancora in corso.

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«Credo che ci siano due tipi di problemi - spiega Ticca - in primo luogo, una moltiplicazione di persone che prescrivono diete, anche medici di primo pelo e l’allargamento della platea (biologi inclusi, nei confronti dei quali non ho alcun pregiudizio) è andato a scapito della qualità. Ma il nodo riguarda l’ignoranza - continua l’esperto. «Molti studi medici prescrivono diete sulla base di intolleranze che, in realtà, non possono essere individuate. Poi, sulla base di test poco attendibili, eliminano il cibo dalla dieta. Le intolleranze non fanno ingrassare. C’è un elenco, pubblicato dalla società italiana allergologia, che riporta gli unici test attendibili, come quello per il lattosio e la celiachia, ma la maggior parte di quelli che poi determinano le diete non sono credibili».

Ma il problema più grande è l’ignoranza, che può portare anche alla morte. «Le pillole sciogligrasso non esistono o che tolgano la fame sono sostanze pericolose, sembra incredibile che la gente, nel 2020, continui a credere che ci siano farmaci magici. E purtroppo l’ignoranza è alimentata dalla pervasività dal web e delle fake news che circolano. Prodotti risolutivi, diete improbabili». Ticca ha scritto anche un libro dal titolo eloquente: “Miragi alimentari” e pensa che combattere le fake news sull’alimentazione e le bufale della rete sia obiettivo prioritario. «La gente dovrebbe cercare di documentarsi sul sito del ministero della Salute, come su quello dell’Istituto superiore di sanità e del Fesin (Federazione delle società italiane della nutrizione) - spiega - c’è una sezione sul sito del ministero che contrasta le fake news sull’alimentazione. Ma a quanto pare non basta». 

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA