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Invalidità civile, diagnosi da tumori e malattie psichiche per il 42%: al primo posto il cancro al seno

Domenica 10 Luglio 2022
Invalidità civile, diagnosi da tumori e malattie psichiche per il 42%: al primo posto il cancro al seno

Quasi la metà delle persone che chiedono il riconoscimento dell'invalidità civile sono affette da patologie psichiche e da cancro. È uno dei dati emersi dalla relazione del coordinatore generale medico legale dell'Inps Raffaele Migliorini, intervenuto nel corso del convegno "La medicina sociale in evoluzione: tra innovazione, nuovi bisogni e tutela della disabilità", organizzata dalla Fondazione Mesit in collaborazione con il network editoriale PreSa - Prevenzione Salute, il Ceis dell’Università Roma Tor Vergata, il Crispel dell’Universita di Roma Tre con il supporto non condizionante di Sanofi.

«Studiare lo stato di salute della collettività e analizzarlo alla luce delle variabili sociali, demografiche, scientifiche, tecnologiche ed economiche che vi sono implicate suscita in me grande curiosità ed entusiasmo». Lo ha detto Marcella Marletta, presidente Aistom - consigliere della Federazione Associazioni Volontariato Oncologico e coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Mesit, intervenendo al convegno.

«La Fondazione, sposando il concetto di One Health evoluto in quello di Planetary Health, dimostra di aver colto appieno le nuove esigenze di salute su cui si giocherà il nostro futuro e quello dei nostri figli. In tale contesto, cercherò di dare il mio massimo contributo così come in quello relativo alla promozione della competitività tecnologica e scientifica italiana - ha aggiunto - L’idea di partenza è che lo sviluppo di nuovi farmaci e dispositivi medici può rappresentare una svolta davvero significativa nella cura dei pazienti. Obiettivo che la Fondazione Mesit ha intenzione di perseguire attraverso la prossima costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al tema della competitività e dell’innovazione, formato dai massimi esperti del settore. Un gruppo di lavoro che contribuirà alla definizione della nuova governance del settore farmaceutico e dei dispositivi medici, con l’ambizione di diventare vero punto di riferimento sulla materia e strumento di supporto e di tramite con il mondo produttivo per le massime istituzioni nazionali».

«La pandemia ci sta consegnando una sanità che va su un doppio binario: da un lato il binario dell’innovazione, della ricerca avanzata, delle terapie innovative, come dimostra l’esperienza dei vaccini contro Covid-19, che ci ha permesso in tempi rapidissimi di arginare lo tsunami pandemico. Dall’altro, il tema della tutela dei diritti, soprattutto le tutele della disabilità. La sfida che ci attende, oggi, è comprendere quanto l’innovazione e l’accesso tempestivo alla stessa possa ridurre l’impatto sulla disabilità, specie per quanto riguarda i malati cronici - ha osservato Marco Trabucco Aurilio, membro della Fondazione Mesit e Coordinatore Scientifico PreSa - Oggi si parla di nuovi bisogni e con la pandemia sono arrivate anche nuove conquiste. Abbiamo davanti una sfida enorme e non possiamo permetterci di perdere tempo».

L’impegno degli addetti ai lavori punta anche a dare nuovo impulso ad una rivoluzione culturale del sistema salute, a partire dalla scuola. In questo senso, da tempo il network PreSa si spende per animare un dibattito che veda la medicina sociale e l’educazione sanitaria all’interno delle scuole.

Invalidità civile: chi la chiede in Italia?

Nel 2021 quasi il 42% di tutti i verbali di invalidità civile redatti in Italia sono stati relativi a patologie psichiche e al cancro. È uno dei dati emersi dalla relazione del coordinatore generale medico legale dell’Inps Raffaele Migliorini. Nel corso del 2021, 174.315 verbali di invalidità civile hanno riguardato i tumori (il 20,48%), 181.641 le malattie psichiche (21,34%), 137.197 (pari al 16,12%) le malattie del sistema nervoso, 117.134 (il13,76%) le malattie cardiovascolari e 101.363 (11,91%) le malattie dell’apparato osteomuscolare. Tra i tumori, il maggiore impatto sulle certificazioni di invalidità spetta a quello al seno con il 13,53%, seguito da quello al colon-retto (6,31%), dei polmoni (6,11%), della prostata (3,74%). Quasi un terzo dei verbali, inoltre, si riferisce a tumori già in fase metastatica. «Tutte le volte che si verifica un ritardo nel riconoscimento di queste patologie, è evidente che il riverbero può essere grave o gravissimo. Quindi potrebbe esserci un impatto», ha detto Migliorini, che tuttavia ha sottolineato alcuni aspetti positivi emersi dalla pandemia.

«Dopo la comparsa del virus, abbiamo compreso che non avremmo potuto convocare a visita persone così fragili esponendole a un alto rischio di infezione. Così abbiamo evitato di farle giungere negli ambulatori e le abbiamo inviate a inviarci le relazioni mediche per dare loro una traduzione medico-legale. Questo ha portato l’istituto a soddisfare le richieste di questi pazienti, evitando la possibilità di contagio».

«L’accesso al più alto grado possibile di salute è un obiettivo di estrema importanza: una sfida per il futuro delle nuove generazioni che presuppone la partecipazione di molti altri settori strategici oltre quello sanitario. Seguendo la logica “One Health” dobbiamo auspicare un ritorno alla pianificazione e alla programmazione sanitaria, supportata dallo strumento dell’Hta con riferimento specifico ai fabbisogni reali», ha spiegato Francesco Saverio Mennini, docente alla Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Presidente SiHTA. 

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«È essenziale produrre delle evidenze, seguendo una metodologia multidominio e multidisciplinare che consente, oltre alla corretta valutazione delle tecnologie, anche il monitoraggio, elemento portante ai fini di una corretta pianificazione e programmazione. Negli ultimi 15-20 anni, si è fatto ricorso a strumenti di carattere emergenziale senza una corretta pianificazione mentre oggi, dopo il periodo della pandemia, sembrano proprio essersi creati i presupposti per garantire un “nuovo Rinascimento” del nostro sistema sanitario che non può prescindere da una efficiente programmazione e pianificazione (anche e soprattutto organizzativa-gestionale) - ha rilevato Mennini - È necessario colmare il gap strutturale e tecnologico che purtroppo caratterizza il nostro territorio, con differenze in modo particolare fra Nord e Sud e che va anche ad impattare sulla mobilità sanitaria, generando costi incrementali, inefficienze e, soprattutto, iniquità nell’acceso alle cure. Per fare questo è necessario riconsiderare il valore delle tecnologie sulla base della reale utilità che deriva dal loro utilizzo. Non solo nell’ottica del sistema sanitario nazionale, ma del sistema Paese nel suo complesso».

Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, Angelo Buscema, giudice costituzionale; Giovanni Leonardi, segretario generale Ministero della Salute; Silvio Brusaferro, presidente Istituto Superiore di Sanità; Pasquale Tridico, presidente INPS.

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA