Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Nuova proteina coinvolta nell'insorgenza della leucemia: lo studio made in Campania

Lunedì 18 Luglio 2022
Nuova proteina coinvolta nell'insorgenza della leucemia: lo studio made in Campania

Una proteina, denominata Cbx, è capace di «intrappolare» regioni del DNA contrastando l'azione di geni antitumorali e favorendo l'insorgenza e la progressione della leucemia mieloide acuta. È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori dell'Università Vanvitelli di Napoli, in collaborazione con Biogem di Ariano Irpino e con il «Netherlands Cancer Institute», pubblicato su «Molecular Cancer». Nello studio, i ricercatori hanno osservato che le cellule leucemiche mostrano livelli di Cbx2 più alti rispetto alle cellule normali e successivamente hanno chiarito il meccanismo attraverso cui la proteina favorisce lo sviluppo della leucemia. «L'aumentata espressione di Cbx2 nelle cellule tumorali intrappola diversi geni all'interno di regioni molto condensate della cromatina impedendone la trascrizione.

Sorprendentemente, abbiamo osservato che molti di questi geni codificano per proteine aventi una forte attività antitumorale», spiega il primo firmatario dello studio Nunzio Del Gaudio. I team ha anche dimostrato che la riduzione dei livelli della proteina CBX2 nelle cellule tumorali è in grado di inibire la proliferazione tumorale e innescare i meccanismi di morte cellulare programmata a cui il tumore è in grado di sfuggire. «Il nostro studio identifica CBX2 come un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per lo sviluppo di nuove terapie tumorali», afferma la coordinatrice del gruppo di ricerca Lucia Altucci. «Inoltre, in laboratorio sono già in corso disegni sperimentali volti a sviluppare nuove molecole capaci di inibire l'attività di CBX2».

© RIPRODUZIONE RISERVATA