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Tumore al pancreas, primo paziente testerà la decitabina: possibile svolta contro le forme aggressive

Mercoledì 25 Maggio 2022
Tumore al pancreas, primo paziente testerà la decitabina: possibile svolta contro le forme aggressive

Finora la decitabina (il nome commerciale del farmaco è Dacogen) era utilizzata per la mielodisplasia e la leucemia mieloide acuta. Ora si proverà a utilizzarla anche per il tumore al pancreas. È stato arruolato a Verona il primo paziente per lo studio Orientate, la sperimentazione clinica che esplorerà il «riposizionamento» - o utilizzo alternativo - del farmaco decitabina contro l'adenocarcinoma duttale pancreatico, comunemente indicato come cancro del pancreas, in fase avanzata e resistente alle terapie. Lo studio clinico nasce da due ricercatori, Luca Cardone del Cnr e dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire) - Irccs di Roma, promotore dello studio, e Michele Milella professore di Oncologia dell'Università di Verona e direttore dell' UOC di Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona, in qualità di coordinatore clinico.

 

Il cancro del pancreas è estremamente aggressivo. La maggior parte dei pazienti con questo tipo di tumore presenta una malattia metastatica avanzata al momento della diagnosi. Una prognosi sfavorevole è legata al fatto che le poche opzioni terapeutiche a disposizione hanno un' efficacia fortemente limitata dalla resistenza dei tumori ai trattamenti farmacologici.

In quasi tutti gli adenocarcinomi duttali pancreatici sono presenti mutazioni del gene Kras che stimolano le cellule pancreatiche a crescere in modo incontrollato, favorendo lo sviluppo e la progressione della neoplasia. Tuttavia, la mutazione del gene Kras oltre ad essere responsabile della malattia può rappresentare anche una sua vulnerabilità.

 

Infatti, una parte dei tumori avanzati rimane dipendente da questo gene per crescere. Questi tumori possono essere identificati e selezionati mediante una diagnostica innovativa e la ricerca ha già dimostrato in vari modelli pre-clinici che i tumori Kras-dipendenti sono sensibili all'azione della decitabina già approvata in passato dall'Fda per il trattamento della mielodisplasia e della leucemia mieloide acuta. Lo studio Orientate, di fase II, ne indagherà l'attività su pazienti con tumore del pancreas Kras-dipendente avanzato e resistenti alle terapie. Lo studio coinvolgerà altri centri oncologici italiani come ad esempio il Policlinico Universitario Gemelli di Roma, l'Istituto Pascale di Napoli. L'Anticancer Fund finanzia la ricerca con un importo che sfiora i 225.000 euro e lo studio è supportato anche dall'Associazione Nastro Viola.

 

 

Tumore al pancreas, la spia dei calcoli

La comparsa di calcoli biliari può essere, in alcuni casi, un campanello di allarme che segnala la presenza di un cancro al pancreas. Succede solo in una quota dei pazienti con tumore, tuttavia potrebbe essere uno strumento per la diagnosi precoce della malattia. Il dato arriva da uno studio coordinato dal Boston Medical Center, presentato in questi giorni al Digestive Disease Week. I ricercatori hanno analizzato i dati di 18.700 pazienti con diagnosi di adenocarcinoma duttale pancreatico, il cancro del pancreas più comune e con un'alta mortalità. I dati dei pazienti, confrontati con un gruppo di controllo, hanno fatto emergere che i pazienti con tumore al pancreas avevano una probabilità sei volte maggiore di avere una malattia da calcoli biliari nell'anno precedente la diagnosi rispetto ai pazienti non oncologici. In particolare, nell'anno prima della diagnosi, il 4,7% dei pazienti aveva avuto una diagnosi di malattia dei calcoli biliari e l'1,6% aveva rimosso la cistifellea. Tra i pazienti non oncologici, solo lo 0,8% aveva calcoli biliari e solo lo 0,3% aveva rimosso la cistifellea. «La malattia di calcoli biliari non causa il cancro al pancreas, ma la comprensione della sua associazione con l'adenocarcinoma duttale pancreatico può aiutare a combattere l'alto tasso di mortalità di questo tumore, fornendo l'opportunità per una diagnosi e un trattamento più tempestivi», ha affermato Marianna Papageorge, prima firmataria dello studio. Poiché molte persone hanno calcoli biliari ma non sviluppano il cancro al pancreas, un futuro ramo della ricerca, secondo Papageorge, potrebbe puntare a comprendere se ci sono fattori specifici legati alla malattia della cistifellea in grado di distinguere ulteriormente quali pazienti potrebbero sviluppare il tumore.

 

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA