Malattie tumorali del sangue, a Napoli workshop internazionale

Martedì 16 Dicembre 2014
Malattie tumorali del sangue, a Napoli workshop internazionale

Si è concluso il XVI Workshop Internazionale sulle malattie immunoproliferative,

Il Congresso nasce dalla collaborazione del professore Antonio Abbadessa, oncol-ematologo, già docente alla Seconda Università degli studi di Napoli, fondatore e direttore dell’Unità Operativa di Oncoematologia dell’Azienda di Rilievo Nazionale ed Alta Specializzazione di Caserta, con il professore Steven Treon, direttore del Centro per la Macroglobulinemia di Waldentrom del Dana-Farber Cancer Institute di Boston e Professore di Medicina alla prestigiosa Harvard Medical School di Boston (Usa).

Il direttore generale dell’ospedale casertano Luigi Muto, che ha aperto i lavori ha sottolineato la straordinarietà di una sinergia di tale prestigio internazionale. D’accordo con lui anche il Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli, Giuseppe Paolisso.

Il tema di quest’anno riguardava tre patologie affini: il mieloma, la macroglobulinemia di Waldenstrom e la amiloidosi. Gravi malattie sempre più diffuse, per le quali tuttavia è possibile prevedere oggi una cura efficace grazie alle nuove conoscenze biologiche e alla disponibilità di farmaci innovativi. Premessa indispensabile per la cura è che la diagnosi sia precoce e corretta e che la gestione dei trattamenti sia condotta da specialisti esperti, con una visione internistica del malato, cioè che tenga conto della situazione clinica generale del paziente.

Nel corso del congresso sono stati illustrati i risultati degli studi più recenti in materia, e indicate le linee terapeutiche ritenute oggi più valide, ponendo particolare attenzione alla prevenzione e al trattamento sia delle complicanze delle singole patologie (come ad esempio lesioni ossee, neurologiche, renali e cardiologiche), sia degli effetti secondari dei farmaci utilizzati.

Delle tre patologie immunoproliferative il mieloma è la più frequente: la sua incidenza in Italia è di circa 3000 nuovi casi per anno, con una distribuzione sostanzialmente omogenea sul territorio nazionale. Nel mondo costituisce la seconda neoplasia ematologica, dopo i linfomi di Hodgkin.

Un caso su tre viene diagnosticato nell’ America del Nord e nell’Europa occidentale; bassa l’incidenza nei restanti paesi (in Africa solo il 4%). Dunque è una malattia dei paesi sviluppati/industrializzati. Analizzando i dati forniti dall’ Agenzia per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, il tasso di mortalità rapportato alla incidenza è più basso nei paesi dell’Europa Occidentale, che in quelli dell’ America del Nord. Nell’ambito dei paesi Europei l’Italia è al terzo posto per incidenza dopo Francia e Svezia, con un tasso di mortalità molto basso, secondo solo alla Francia. In altri termini gli ematologi italiani sanno curare molto bene questa malattia, soprattutto nei pazienti giovani (<65 anni). Anche se il mieloma è attualmente ancora malattia inguaribile, la recente disponibilità di nuovi farmaci, quali gli inibitori del proteosoma (bortezomib) e gli immunomodulatori (talidomide, lenalidomide) consentono possibilità di cura prima impensabili con un allungamento significativo della sopravvivenza (anche oltre gli 8 anni) ed un miglioramento della qualità di vita.

La malattia di Waldenstrom resta un tumore raro: costituisce il 2% di tutte le neoplasie ematologiche con un incidenza in Italia di 1 caso agni 200 mila/anno. Malattia inguaribile può oggi essere ben curata con gli stessi famaci utilizzati per il mieloma.

L’amiloidosi infine ha un incidenza stimata in Italia di circa 800 nuovi casi per anno, anche se tali valori potrebbero essere sottostimati per ritardata o mancata diagnosi. Malattia con coinvolgimento soprattutto cardiaco e renale, la amilodosi trova anch’essa nei nuovi farmaci per la cura del mieloma una valida possibilità terapeutica. L’incidenza di queste malattie in Campania rispecchia la stessa percentuale del territorio nazionale.

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