CORONAVIRUS

Coronavirus, l'allarme di Sebastiani: «Crescita esponenziale di focolai in Italia. Soprattutto nord e costa tirrenica»

Lunedì 27 Luglio 2020 di Emiliana Costa
Coronavirus, l'allarme di Sebastiani: «Esplosione di focolai in Italia, preoccupa la crescita esponenziale»
Coronavirus, l'allarme di Sebastiani: «Esplosione di focolai in Italia, preoccupa la crescita esponenziale». Il matematico ricercatore del Cnr, in un'intervista a Open, ha parlarto dell'evoluzione dell'epidemia nel nostro paese, che si sta sviluppando in maniera diversa rispetto alla scorsa primavera.


«Da giugno - spiega Sebastiani - quando è iniziata la prima vera fase due e poi la fase tre, il contagio è stato caratterizzato dal fenomeno dei focolai. Alla fine di maggio eravamo in una condizione molto buona. Diversi clinici e virologi riportavano dati incoraggianti, sia per la carica virale, sia per il grado di sintomatologia dei pazienti, elementi correlati tra loro. Anche l’incidenza era in diminuzione. La crescita esponenziale nel numero di focolai adesso è allarmante».

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Secondo il monitoraggio nazionale, a nord ci sono più cluster che al sud. E la prevalenza dei focolai è nelle regioni tirreniche. Inoltre non risultano regioni esenti al contagio. Da giugno si è iniziato a parlare del fenomeno focolai «in parte dovuto alle aperture delle frontiere. Anche i flussi interni hanno contribuito a questa nuova conformazione dell’epidemia». L'aspetto positivo è che sono «focolai generalmente circoscritti nell’arco di una, massimo due settimane. Tramite contact tracing e isolamento, le autorità sanitarie riescono a circoscriverli».

Le regioni con maggior numero di cluster sono Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Mentre su scala provinciale, il matematico ha notato una certa ricorrenza nell’insorgenza dei focolai nelle stesse province. «Accade spesso in Emilia-Romagna, ma anche il Lazio è particolarmente soggetto a queste dinamiche». Nei due mesi analizzati da Sebastiani, sono scoppiati cinque focolai a Roma e sette nella provincia di Bologna, «e ho preso in esame solo cluster con numeri rilevanti». La ricorrenza si osserva nella maggioranza delle province dell’Emilia Romagna, regione seconda alla Lombardia per numero totale di focolai.


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