CORONAVIRUS

Coronavirus, Crisanti: «La curva diventa esponenziale, aumenteranno anche i morti. Serve più tracciamento ma è già tardi»

Sabato 10 Ottobre 2020 di Enrico Chillè
Coronavirus, Crisanti: «La curva diventa esponenziale, aumenteranno anche i morti. Serve più tracciamento ma è già tardi»

Coronavirus, l'allarme di Andrea Crisanti: «La curva dell'epidemia in Italia adesso spaventa davvero, da lineare sta diventando esponenziale. Aumenterà drasticamente anche la mortalità, come in Francia». Il virologo dell'Università di Padova e consulente della prima ora di Luca Zaia in Veneto si dice preoccupato per l'andamento dei contagi, ma offre anche alcuni spunti per fronteggiare la seconda ondata.

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Intervistato da Tpi, Andrea Crisanti boccia il sistema dei 'tamponi fai-da-te': «Sono una buffonata, una follia totale, una cosa che non sta in cielo né in terra. Sono inutili e non danno nessuna certificazione. Dove vanno a finire quei numeri? Se risulti positivo dove viene scritto? Non risulterebbe nelle stime quotidiane. A che serve allora? Un disastro». Il virologo non risparmia poi l'ennesima frecciata a Luca Zaia, governatore del Veneto: «Sta diventando un venditore di fumo. Ogni volta tira fuori qualcosa di nuovo. Prima il salivare....Poi adesso addirittura questa baggianata del fai da te. Siamo passati da un modello altamente scientifico e esportabile che avevamo costruito, a una presa in giro. Non sanno davvero più cosa fare...Mi viene da piangere».

Solo poche ore prima, Andrea Crisanti aveva spiegato a Il Messaggero: «Il tracciamento è più importante delle restrizioni, ma siamo in ritardo e ora l'unica soluzione è limitare gli spostamenti tra le regioni, almeno quelle più colpite. L'aspetto più problematico di oggi è il trasporto dei treni pendolari, quelli dove c'è più affollamento, quel tipo di assembramento non è certo rassicurante. Prima di chiudere un'intera Regione, i presidenti dovrebbero identificare le aree in cui si concentrano i contagi e creare delle zone rosse proprio là. Non sappiamo quanto le scuole abbiano contribuito a questi nuovi contagi, si sarebbero dovuti fare almeno 500mila tamponi in tutte le scuole. La sorveglianza attiva dell'epidemia richiede logistiche e tempi lunghi, andavano fatte due-tre mesi fa. Dovevamo potenziare la capacità di fare tamponi e aumentare il tracciamento, avremmo potuto identificare e spegnere i focolai in modo più efficace».

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