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A Somma Vesuviana l'Olivo della Madonna: la varietà in via di estinzione primo esemplare piantato a Santa Maria del Pozzo

Lunedì 16 Maggio 2022
Da sinistra: Rosalinda Perna, assessore Eventi; Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, padre Casimiro Sedzimir; Anna Rotella, archeologa e vice presidente Archeoclub d'Italia sede di Vibo Valentia

La memoria passa anche attraverso piante che si credevano estinte, ecco che la riscoperta dell'Olivo bianco racconta una parte importante della storia che sembrava perduta con l'avvento dell'energia elettrica. Una storia che ora ha radici a Somma Vesuviana dove grazie all'impegno del Comune e alla ospitalità dei francescani del complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, per la prima volta in Campania l’Olivo della Madonna è stato piantato avviando un percorso per il recupero della cultivar e per l'istituzione di un nuovo circuito turistico-culturale, quello dei  dei Borghi dell’Olivo. 

Anna Rotella (archeologa e vice presidente Archeoclub d’Italia di Vibo Valentia): «Spero che altri comuni seguano l’esempio di Somma Vesuviana. Villa romana Augustea, Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, Borgo Antico del Casamale, in questo scrigno di bellezza e di storia, da oggi c’è anche un esemplare di Olea europaea var. leucocarpa. Lo abbiamo piantato con i bambini, con il sindaco, con i padri francescani polacchi. Ed anche i bambini di Somma Vesuviana hanno contribuito ad evitare l’estinzione dell’Olea europea var. leucocarpa, più comunemente Olivo  bianco o della Madonna. Quando avranno 30 anni  avranno davanti un albero spettacolare ed in ottobre vedranno la trasformazione delle Olive da verdi in bianco. Da oggi Somma Vesuviana, in provincia di Napoli è la prima città in tutta la Campania ad intervenire a tutela della biodiversità italiana con la piantumazione dell’ Olea europaea varietà leucocarpa, questa varietà di olivo comunemente chiamato Olivo bianco o Olivo della Madonna».

«Nel nome della biodiversità faremo in modo che Somma Vesuviana possa rappresentare un valore aggiunto per creare un circuito virtuoso tra biodiversità, rispetto del luogo dove viviamo e la crescita di una città che deve essere a misura di tutti», ha detto il sindaco Salvatore Di Sarno. 

«A Somma c’è anche ciò che resta dell’antica strada romana la cosiddetta via Annia Popilia, la stessa che da Capua  arriva in Calabria e della quale ho ritrovato un tratto sul territorio calabro. Ecco, su questo territorio, il basolato romano ha unito oggi culture diverse anche con il desiderio di valorizzazione della biodiversità. Oggi abbiamo vissuto storia, emozione e terra. La Terra che va rispettata, dobbiamo prenderci cura del Creato per come ci ha indicato Papa Francesco», spiega Rotella, che aggiunge: «Con l’avvento dell’energia elettrica questo olio non veniva più utilizzato e dunque nel tempo si era persa memoria di questa pianta che rischia l’estinzione in Italia.  Mi sono messa sulle sue tracce e l’ho trovata in Calabria. Dopo ben 5 anni di studi, ricerche e di lavoro sono riuscita a trovarne 110 vecchi esemplari.  Si tratta di una piante secolari che vanno tutelate perché a forte rischi estinzione. La prima volta che ho trovato questo albero in Calabria  dopo anni di ricerca, è stata una grande emozione. L’ olio derivante da questo olivo veniva anticamente usato per alimentare le lampade all’interno dei luoghi di culto. Oggi ovviamente c’è l’energia elettrica  e dunque questa tipologia di albero che fa parte del nostro patrimonio di biodiversità, rischiava di scomparire». 

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L’Italia detiene oltre il 70% del patrimonio culturale artistico mondiale, ma siamo anche ricchi di biodiversità. Abbiamo più di 7000 specie vegetali edibili e siamo in questo addirittura primi al mondo, il Brasile è secondo posto – ha dichiarato Anna Rotella -  con  3300. Ogni regione italiana ha più specie vegetali di ogni altro stato Europeo. Abbiamo 58.000 specie animali, il secondo Paese al Mondo ne ha 20.000. Deteniamo 1.200 vitigni autoctoni, la Francia è al secondo posto con 222. Possediamo 533 cultivar di olive, la Spagna che è al secondo posto, ne ha 70. Abbiamo 140 cultivar di grano duro, gli Stati Uniti al secondo posto e immensamente più grandi di noi ne hanno 6! Ma da noi sta rischiando di scomparire la Olea europaea var. leucocarpa, cioè l’Olivo della Madonna! «Ora con iniziative come quella di oggi a Somma Vesuviana, con ogni probabilità potremmo evitarne l’estinzione. La speranza che ogni comune della Campania faccia la stessa cosa».

«Questo Olivo è segno della pace. Noi dobbiamo aspirare ad avere la pace in noi stessi.  Se troviamo questo – ha dichiarato padre Casimiro Sedzimir dei frati di Santa Maria del Pozzo  -  rispettando il nostro vicino possiamo allargare le braccia e pregare per la pace». 

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