Il Piccolo Birrificio Napoletano porta la tradizione partenopea in bottiglia

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Alessandra Farro
Il Piccolo Birrificio Napoletano porta la tradizione partenopea in bottiglia

Gaiola, Munaciello, Capuzzella e Dracula: quattro elementi che descrivono una città, Napoli. Questa volta riuniti insieme dall’alcool o, meglio, dalla birra. Sono questi i quattro elementi, infatti, a dare il nome alle quattro birre del Piccolo Birrificio Napoletano, che dal 2017, con una conduzione di giovani imprenditori, produce birra artigianale, respirando la cultura partenopea e destinando un posto d’onere alla sua tradizione.

Ogni birra rappresenta, infatti, un’immagine nota della cultura napoletana. C’è la Gaiola (una golden ale), che è bionda, leggera e frivola, e che, come suggerisce il nome, è adatta alla spiaggia, e che si lascia surclassare, in termini di gradazione alcolica, anche se di poco, dalla Capuzzella, una pale ale dal sentore di agrumi, che, a sua volta, cede il posto, a mani basse, alla Munaciello una birra comunque chiara (una tripler), ma dalla gradazione più alcolica, ma, ovviamente, c’è anche l’opzione dark: la Dracula (una dubbel), che, per il suo nome, non avrebbe potuto che essere ambrata e altamente alcolica.

C’è anche una quinta birra, la Cazzimma, una double ipa che, però, attualmente è disponibile soltanto in fusti, e, tra i locali in cui è possibile gustarla, c’è “Versa”, in cui l’alcool artigianale è il padrone del menù, con due sedi a Napoli: una a Mezzocannone, nel cuore del centro storico, e una ai baretti, nel quartiere Chiaia, gestita anche dagli stessi ideatori del PBN.

La campagna pubblicitaria del PBN è, come le birre, ironica e dissacrante: associa ad ogni birra un personaggio popolare della tradizione napoletana, che, anche se non viene nominato, risulta facilmente riconoscibile. Così, Barbara D’Urso diventa “La Bionda illuminata” della Gaiola, mentre Vincenzo De Luca viene ricordato come il Dracula dei giorni nostri. Poi, Eduardo De Filippo, che viene omaggiato con la Capuzzella, che, infatti, dedica il suo nome al culto della superstizione, legandosi a una famosa citazione di De Filippo, e, poi, l’immancabile Diego Armando Maradona, che è “il Munaciello vincente” per antonomasia.

Le menti dietro al progetto, ci tengo, poi, a sottolineare un aspetto molto importante nella creazione di questi prodotti: “Tutte le birre del piccolo birrificio Napoletano sono legate da unico denominatore comune, un ingrediente imprescindibile, un marchio di fabbrica; so fatt co’core, e quello, si sa non sbaglia mai”.

Ultimo aggiornamento: 21:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA