Pizza da bere, il pesce d'aprile di Squisito fa impazzire il web (20 mesi dopo)

Sabato 26 Settembre 2020

Con l’ananas, cucinata da Cracco, surgelata o pronta da bere: quando si parla di pizza la community web salta sulla sedia e sulla tastiera. La pizza napoletana non si tocca. Non c’è tema che appassioni di più in rete. Lo conferma la reazione che qualche giorno fa ha suscitato un post pubblicato sulla pagina facebook “Commenti memorabili” a proposito della “pizza da bere” di Squisito, la boutique gastronomica con braci e cucina del gruppo Ciro Amodio a Sant’Anastasia. In poche ore quella che sembrava la pubblicità di un nuovo sorprendente prodotto, ovvero una bevanda a gusto pizza, ha scatenato la rete: commenti, imprecazioni, migliaia di condivisioni. Ma in realtà il post della nota pagina di scherzi riprendeva parzialmente un’iniziativa pubblicitaria di grande successo di Squisito del 2019. In occasione del pesce di aprile, un anno fa, il reparto web dell’azienda pubblicò una locandina con l’annuncio della grande novità dell’anno: Il primo frullato di pizza per una pausa dal gusto napoletano». E subito dopo una precisazione: «Ma non scherziamo proprio. Non te la bere, la pizza si morde! Pesce d’aprile». All’epoca fu un successo tutto pubblicitario. Un’intuizione geniale che portò tanta notorietà al brand Squisito che, tra l’altro, a proposito di pizza, è indirizzo di eccellenza: ogni sforna pizze in teglia di altissima qualità. Nel 2018 fu la margherita rivisitata di Carlo Cracco a tenere banco: una pizza dal discutibile aspetto e dal costo esorbitante, 16 euro. In tanti scesero in campo a difendere la vera pizza napoletana e a denigrare il super chef stellato e giudice di Master chef che ne uscì comunque vincente a proposito di engagement.
 


La rete non perdona in materia di pizza: l’ananas è bestemmia, quella surgelata non ne parliamo nemmeno. E anche quella in versione gelato non è piaciuta alla web community: l’idea fu lanciata nel 2017 da Gino Sorbillo, tra i pizzaioli più amati e noti, e da Casa Infante. C’è solo un prodotto che ha saputo innovare in ambito pizza senza scatenare le ire dei napoletani e degli ortodossi della Margherita: è la Bloody pizza di Lino Scarallo, chef Una stella Michelin di Palazzo Petrucci a Posillipo. Un’invenzione del 1998: una pizza liquida, questa sì da bere, servita in coppa Martini e fatta con passata di pomodoro San Marzano, emulsione di mozzarella di bufala, struffoli croccanti di pasta pizza in superficie e basilico fresco.

«Un atto di amore per la nostra città e di rispetto per una tradizione sacra», ha sempre dichiarato lo chef dedicando e affidando il cocktail a San Gennaro. E San Gennaro, come la pizza, non si tocca. 

Ultimo aggiornamento: 12:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA