Pizzerie della Campania, tre galletti per la Pizzeria del Popolo di Gianni Breglia e Franco Pierno: «Ottima ed economica»

Domenica 21 Novembre 2021 di Alessandra Martino
Gianni Breglia, titolare di Pizzeria del Popolo

La pizza napoletana deve essere tradizionale, dicono alla Pizzeria del Popolo a Napoli. E i profeti e i custodi della tradizione annuiscono. Nel cuore palpitante di Napoli.

Dal mese scorso, in tutte le edicole della Campania e nelle principali a Roma è arrivata la prima "Guida alle Pizzerie della Campania" edita dal quotidiano il Mattino e curata dal giornalista scrittore Luciano Pignataro. Nel libro sono state selezionate le migliori 200 pizzerie di Napoli e della Campania.

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La prima Guida del Mattino non ha dato punteggi e neanche fatto classifiche. Ha solo assegnato I Tre Galletti - simbolo del quotidiano Il Mattino- ad alcune pizzerie.  Il riconoscimento è stato assegnato a quei locali che si distinguono per la qualità, la ricerca, la storia e soprattutto la tutela della tradizione del pizzaiolo napoletano riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’Umanità.

La parola gourmet è bandita (non solo da loro, a onor del vero), il disco di pasta deve essere sottile, sottilissimo. Sono banditi cornicioni alveolati e pronunciati. Ci vuole il pomodoro condito, il giro d’olio e ‘o fiorelatt’. Cioè la margherita a regola d’arte. Il massimo dell’esotico gourmet è la bufalina. Una bella bufalina è la proposta, l’apoteosi, che vi propongono al tavolo nel momento dell’indecisione nella scelta della pizza tradizionale.

«Di solito vengono premiate le pizzerie più rinomate, per noi è stata una grande soddisfazione questo premio. Abbiamo creato questa pizzeria 16 anni fa. Alla base di questo ci sono i sacrifici miei e del mio socio Franco Pierno, -racconta Gianni Breglia, titolare della pizzeria Del Popolo-, ce la mettiamo tutta ogni giorno lavorando in prima persona insieme al nostro staff».

Il nome combinato al luogo rende bene l’idea del ventre molle di Napoli e della pizza tradizionale. Povera, povera Piazza (del) Mercato: i più delle volte è conosciuta perché si passa semplicemente accanto nel tran tran quotidiano che li porta dentro e fuori la città grazie a Via Marina, arteria principale che collega Napoli con parte delle province campane.

In un angolo, al numero 44, La Pizzeria del Popolo – guidata da un Gianni Breglia “esule” e ben formato presso le pizzerie storiche di Via dei Tribunali – per lungo tempo è stato l’unico avamposto gastronomico della zona, capace di radunare folle più o meno corpose di appassionati ma anche semplici avventori occasionali, della zona, universitari ed altro.

La zona del Mercato può essere considerata fulcro della cultura napoletana. Qui è bello immergersi nella tradizione se ti trovi in questa zona di Napoli, puoi fermarti sia a pranzo che a cena per una buonissima pizza da Pizzeria del Popolo alla piazza antica si contrappone lo spazio contemporaneo della pizzeria che si distingue per la scelta dei materiali, delle finiture e per la tavolozza cromatica. Il locale si articola su due livelli, forno per la pizza, bancone da lavoro e sala per gli impasti a vista.

Gianni non è quello dei social, ma quello verace. L’anima della pizzeria insieme a Franco Pierno. Il prezzo medio di un menù base con una Margherita e una bevanda è di circa 9.22 euro nella maggior parte delle città italiane. Da Pizzeria del popolo, la pizza margherita al tavolo viene via a 3,50 €, un prezzo strabiliante.

Anche i fritti, vanto e a ragione della Pizzeria del Popolo, sono proposti a prezzo di saldo. Ma sono buonissimi. Un crocchè costa quanto il gettone da mettere nel carrello del supermercato. Ed è fatto di patate che non si sfarinano. Gigante e soave è la pizza fritta.

Nel 2005, la pizzeria era solo d’asporto oggi è un locale con due sale dove potersi accomodare e gustare le prelibatezze di Del Popolo, il prossimo anno svolgeranno ulteriori ristrutturazioni, così, aggiungendo un ulteriore forno, per poter offrire un menù anche senza glutine.

Gianni è riuscito presto a conquistare i clienti del quartiere: «Il sabato riusciamo a prendere prenotazioni fino alle 16 del pomeriggio, dopodiché non possiamo prenderne di più perché siamo pieni e vogliamo che ognuno venga servito nei migliori dei modi».

I clienti affezionati della Pizzeria del Popolo vengono da tutta la città per assaporare la classica pizza napoletana di Gianni Breglia, in primis la margherita e la pizza fritta. «Noi non amiamo proporre pizze gourmet, noi siamo legati alla tradizionalità. Oggi è una moda avere pizze gourmet ma poi si torna sempre all’origine».  

Non è stata un’impresa facilissima eppure Gianni e Franco ci sono riusciti: «I risultati sono venuti pian pianino. Il nome della nostra pizzeria non è a caso. Noi vogliamo accontentare tutti, guadagnando il giusto. -svela l’ex pizzaiolo di Via dei Tribunali -. Noi accogliamo tutte le fasce di pubblico, dall’imprenditore all’operaio, quando vengono nel nostro ristorante tutti devono avere la possibilità di mangiare la pizza».

Gli ambienti sono accoglienti e moderni ma la storia è antica. Comincia in Via dei Tribunali, Gianni era dipendete da Di Matteo e quel giorno Bill Clinton mangiò una pizza a’ libbretto. Ora sta qui a guidare una bella brigata tra forno e friggitoria.

«La pizza a portafoglio è l'esempio perfetto di questo assunto, perché è nata dalla necessità del popolo». Dalla fame e dalla creatività.  Basti pensare che le pizzerie come le conosciamo noi oggi, con le sedie e i tavoli, l'allure da ristorante «sono arrivate attorno alla metà del secolo scorso, ma prima di tutto questo c'era un cibo povero, diffuso nei mercati popolari piuttosto che nelle strade del Vomero, che si vendeva camminando» perché serviva a sostentare i lavoratori durante la giornata. E si vendeva per strada in modo che potesse raggiungere chiunque si desiderasse in qualsiasi punto della città. Esattamente quando serviva. 

«Non smetterò mai di ringraziare questo quartiere ci ha dato tanto: Inizialemente, hanno provato a persuaderci e scegliere un'altra zona della città per il nostro locale, ma non abbiamo dato ascolto. -svela Breglia-. E meno male! Il quartiere ogni giorno ci dimostra amore e gratitudine e noi facciamo altrettanto».

Gianni e Franco con il loro senso di appartenenza e legame hanno fatto sì che la loro pizzeria, diventasse l'appuntamento immancabile del sabato sera. 

 

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