Vera Pizza Day, ​assegnate le prime tabelle di certificazione a otto pizzerie storiche, lunedì 17 gennaio ​la consegna

Giovedì 23 Dicembre 2021
Vera Pizza Day, assegnate le prime tabelle di certificazione a otto pizzerie storiche, lunedì 17 gennaio la consegna

Per i cinefili l’immagine di riferimento è quella di Sophia Loren che nel celebre film di Vittorio De Sica, “L'oro di Napoli”, interpreta la moglie di un pizzaiolo intenta a vendere pizze fritte nel dopoguerra napoletano. Per i milioni di amanti dello street food è semplicemente un prodotto iconico di quelli che tutti, almeno una volta nella vita, vogliono assaggiare per conservarne il ricordo. Per molti pizzaioli è decisamente qualcosa di più che una seppur valida alternativa alla classica pizza. Per Avpn, l'associazione verace pizza napoletana, un quid plus che non poteva non trovare spazio nell’ambito del disciplinare.

«Da anni l’associazione è impegnata nella promozione e nella valorizzazione della vera pizza napoletana. E dopo tanti anni di successi e riconoscimenti era necessario, da parte nostra, procedere alla tutela di un'altra eccellenza del food partenopeo: la pizza fritta. Abbiamo pertanto voluto aggiungere un’appendice al disciplinare Internazionale della vera pizza napoletana dedicata alla pizza fritta, descritta nelle sue due varianti di forma tonda e a mezzaluna (calzone), nei suoi ingredienti di base, nella tipicità della stesura e della chiusura ed infine nella tecnica e nelle caratteristiche di frittura», ha spiegato Antonio Pace, presidente Avpn.

Per questo motivo Avpn ha scelto di fare della pizza fritta la protagonista della seconda edizione del Vera Pizza Day, in programma lunedì 17 gennaio 2022. Sarà questa l’occasione per consegnare ufficialmente le prime 8 tabelle di certificazione alle friggitorie che hanno fatto la storia della pizza fritta, a quelle che negli ultimi anni hanno spinto con l’apertura di nuovi locali alla diffusione di questo prodotto e alle pizzerie che hanno riservato alla pizza fritta un ruolo di pari livello, se non superiore, rispetto a quella al forno. La scelta del numero di tabelle assegnate non è casuale ma dovuta ad un numero si collega alla pizza fritta, storicamente venduta nei bassi con la formula di “oggi a 8”, ossia la mangio oggi e la pago tra otto giorni. In ordine alfabetico le tabelle sono state assegnate a: Antica Friggitoria Masardona, Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo, Guglielmo Vuolo, Isabella De Cham Pizza Fritta, La Figlia del Presidente, Pizza Fritta Famiglia Surace da più di 100 anni, Pizzeria De’ Figliole e Starita a Materdei.

Preziosa, nell’appendice che Avpn ha dedicato alla pizza fritta, la collaborazione tra l’associazione e il dipartimento di Agraria dell’università “Federico II” di Napoli.

«Questa certificazione si inserisce in un contesto di rivalutazione, dal punto di vista scientifico e nutrizionale, della frittura. Il cibo fritto non fa male alla salute se preparato in maniera corretta, se non se ne abusa e se il suo consumo si accompagna ad un pattern alimentare sano e un adeguato livello di attività fisica. A queste condizioni anche due volte a settimana si può cedere al piacere di un buon fritto!», ha dichiarato la professoressa Paola Vitaglione, ordinario di fisiologia del dipartimento.

Quindi pochi consigli ma da seguire con attenzione: immergere l’alimento in olio extravergine di oliva o in olio di semi (preferibilmente quello di girasole ad alto contenuto di acido oleico o arachidi) ad una temperatura che non raggiunga mai il punto di fumo, applicando un ricambio frequente dell’olio. Queste semplici regole oltre a garantire proprietà sensoriali come la croccantezza e flavour caratteristici, migliorano gli aspetti nutrizionali del prodotto perché riducono la quantità di olio assorbiti dall’alimento e la formazione di sostanze indesiderate che possono derivare dall’ossidazione dei grassi.

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Ma aldilà dell’aspetto legislativo e di quello salutistico, la pizza fritta è collegata anche ad aspetti sociali che non sono sfuggiti all’associazione verace pizza napoletana, tanto più in un periodo come quello natalizio dove talvolta un gesto e un’attenzione particolare possono fare davvero la differenza.

«Abbiamo voluto riscoprire l’antica tradizione delle “pizzelle di Natale che riuniva le famiglie alla vigilia intorno al focolare per la preparazione delle pizze fritte. Noi abbiamo scelto di allargare il concetto di famiglia, allietando il Natale dei più bisognosi del binario della solidarietà, gestito dalla Caritas diocesana di Napoli grazie all’associazione camminare insieme presieduta da Enrico Sparavigna. Proveremo a portare un po’ di gioia, preparando solo per loro delle pizze fritte nella giornata del 23 dicembre», ha concluso il presidente Pace.

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