Gino Cecchettin: «Il libro su Giulia mi ha aiutato a elaborare il lutto. Non nomino mai Turetta, ma ho sentito i genitori»

Domenica 3 Marzo 2024, 20:50 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 17:57 | 1 Minuto di Lettura

Il libro

Nel libro la tragedia personale vissuta da Cecchettin, la perdita della propria figlia Giulia, nel racconto di un dolore incommensurabile in un'occasione di riflessione e di impegno sociale. Attraverso le pagine di questa commovente lettera aperta, l'autore si rivolge non solo alla memoria della figlia ma a tutta la società, affrontando temi dolorosi con una forza e una determinazione ammirevoli. «Le parole di un padre che ha scelto di non restare in silenzio. Un appello potente alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni. Il libro è parte di un progetto più ampio a sostegno delle vittime di violenza di genere».

Il progetto, che vede il libro come fulcro di un'iniziativa più ampia, mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla violenza di genere, invitando famiglie, scuole e istituzioni a unirsi in una battaglia culturale che affonda le radici nella necessità di smantellare la cultura patriarcale ancora troppo presente nella nostra società.

"Cara Giulia" non è soltanto un tributo alla memoria di una giovane donna la cui vita è stata tragicamente interrotta; è un appello alla responsabilità collettiva, un invito a riflettere sulle dinamiche sociali e personali che possono condurre a simili tragedie. Cecchettin, con parole di dolore ma anche di speranza, ci esorta a vedere in Giulia non solo la figlia che lui ha perso, ma un simbolo di tutte le vittime di violenza, un monito a non restare inerti

© RIPRODUZIONE RISERVATA