Il bolide che ha illuminato i cieli di Roma è caduto in Molise: individuato dalla Rete Prisma

Domenica 21 Marzo 2021 di Enzo Vitale
Un bolide nel cielo notturno

Pochi giorni fa era stato osservato anche nei cieli di Roma: una scia luminosa che ha solcato i cieli del centro Italia. Sulla traiettoria del bolide, così chiama la meteora in gergo astronomico, sta studiando la Rete Prisma  (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) e, a quanto pare, i calcoli eseguiti negli ultimi tre giorni dagli esperti lasciano davvero ben sperare su dove potrebbe essere caduto l'oggetto celeste: il bolide osservato nei cieli dell’Italia centro-meridionale, Roma compresa il 15 marzo, può aver originato a caduta di una meteorite in Molise, nei pressi della località di Temennotte, nel comune di Sant'Agapito in provincia di Isernia.

«I dati presi in considerazione dagli esperti di Prisma per la triangolazione -spiegano i ricercatori- sono quelli ottenuti dalla camera Prisma di Capua e di altre due camere, appartenenti alla rete IMTN di Tortoreto e all’Associazione Arma Aeronautica sezione di Caserta. È infatti fondamentale poter disporre di più punti di osservazione al suolo per incrociarli e ricavare dati sulla traiettoria del bolide che, ricordiamo, è un corpo celeste di piccole dimensioni, di origine asteroidale o cometaria, che penetra in atmosfera ad altissima velocità con il conseguente surriscaldamento e ionizzazione dei gas atmosferici da cui la comparsa di una strisca luminosa della durata di alcuni secondi».

COS'E' UN BOLIDE

«Si tratta di materiale sostanzialmente primordiale, quasi per nulla alterato sin dalla formazione del nostro sistema planetario circa 4,5 miliardi di anni fa - dicono ancora quelli di Prisma -, che ci racconta molto sull’origine del Sistema Solare, da cui l’estremo valore per gli scienziati che si occupano di planetologia. Dall’incrocio dei dati risulta che il piccolo corpo celeste è entrato in atmosfera a una quota di circa 80 km e ha proseguito per una lunghezza totale di 61 km percorsi in 5.3 s con una inclinazione di 84°, una traiettoria quasi verticale. L’altezza e la velocità finale è risultata, rispettivamente di 19,8 km e di soli 2,8 km/s, valori che depongono decisamente a favore per l'arrivo al suolo di una meteorite con una massa stimata di circa 1 kg (una meteorite di circa 8 cm se la densità è di 3.5 g/cm3 ). Ciò dovrebbe essere accaduto se si suppone l'assenza di frammentazione ma questo sembra essere il caso: la curva di luce ripresa dalla camera di Capua (la più “pulita” di quelle utilizzate), infatti, è molto regolare, il che significa che il meteoroide si è consumato lentamente senza disgregarsi». 

(La zona dove è caduto il meteorite, a Temennotte c'è la probabilità maggiore di trovare residui). 

 

LA RETE PRISMA

Il progetto Prisma, promosso dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), si articola attraverso una rete di videocamere all-sky, installate in diverse località del territorio italiano, da dedicare all’osservazione di meteore brillanti – i cosiddetti “bolidi” – con il fine di determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell’eventuale caduta di meteoriti, che può essere associata a questi eventi.

«Oltre al valore scientifico, presente in tutti gli aspetti del progetto spiega Daniel Gardiol dell'Inaf-, l’aspetto interessante e veramente innovativo, almeno per la realtà italiana, è che la rete PRISMA vede coinvolto, oltre a personale scientifico dell’INAF e di alcune Università, anche gruppi di astrofili e studenti delle scuole secondarie (sulla base del progetto di “alternanza scuola lavoro”), seguendo la filosofia dei citizen science networks. Il tema della caduta di materiale extraterrestre e la possibilità di osservare il fenomeno, comprenderne l’origine e studiarne la composizione, ha un impatto molto grande presso il pubblico, con una forte ricaduta educativa. Inoltre, nel momento in cui viene individuato un evento che può potenzialmente dare luogo alla caduta di una meteorite, i partecipanti al progetto vengono coinvolti insieme alle autorità locali anche nella fase di ricerca al suolo, con evidenti connessioni con la geografia, la cartografia, l’orientamento sul terreno».

(Il fisico dell'Inaf Daniele Gardiol)

 

COSA FARE SE SI TROVA UNA METEORITE, L'APPELLO DEI RICERCATORI

(I consigli degli esperti)

«È importante che eventuali reperti dubbi vengano esaminati da un esperto, capace di riconoscere se la roccia sospetta può provenire dal cielo o se si può già escludere da un esame preliminare, anche attraverso un’immagine fotografica, la sua origine meteorica. Specifichiamo -dicono gli studiosi di Prisma- che non esiste nessun pericolo per la salute o altro derivante dal ritrovamento della presunta meteorite, che in sostanza è un pezzo di roccia inerte. In caso di potenziali ritrovamenti si prega inviare immagini e segnalazioni al Project Office del progetto PRISMA all’indirizzo: prisma_po@inaf.it. Vi preghiamo pertanto di diffondere la notizia presso il pubblico, invitando i cittadini dell’area compresa nella zona di massima probabilità di caduta a segnalare all’indirizzo indicato in calce eventuali rocce o frammenti che trovassero sui loro terreni di proprietà o altrove e che sembrino ai loro occhi strane o anomale perché potrebbe trattarsi di pezzi o di frammenti del meteorite. In particolare, se qualche abitante della zona si imbattesse in un sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA inviando una foto alla mail precedente». 

(La cartina delle installazioni della rete Prisma in Italia aggiornata al marzo 2021)

 

enzo.vitale@ilmesaggero.it

 

 

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