Giorgio Saccoccia, presidente Asi: «Nell'accordo con la Nasa per la Luna decisiva la grande affidabilità del nostro sistema aerospaziale»

Sabato 26 Settembre 2020 di Paolo Ricci Bitti
Giorgio Saccoccia, presidente Asi: «Nell'accordo con la Nasa per la Luna decisiva la grande affidabilità del nostro sistema aerospaziale»
«Sogniamo tutti la Luna, anzi di più, sogniamo il ritorno dell'uomo sulla Luna, noi all'Agenzia spaziale italiana, e da adesso quel sogno, arenato, per chi c'era, al 1972, riprende a galoppare con un accordo nero su bianco. Non le nascondo nemmeno un po' l'emozione di questi momenti storici».

Giorgio Saccoccia, presidente dell'Asi dall'aprile 2019, perché la Nasa ha scelto per prima l'Italia fra i paesi europei per riportare lassù l'uomo?
«Sono soddisfatti di ciò che le aziende italiane hanno realizzato in questi anni con il coordinamento dell'Asi. I nostri moduli abitativi sono all'avanguardia, già testati sull'Iss e già ordinati per la prossima stazione Lunar Gateway».

<blockquote class="embedly-card"><h4><a href="https://www.ilmessaggero.it/scienza/luna_italia_nasa_accordo_luca_parmitano_samantha_cristoforetti_asi_quando_oggi_ultime_notizie-5485652.html">Luna, c'è l'accordo con la Nasa: l'Italia sbarcherà per la prima volta sul satellite, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti in pole</a></h4><p>ROMA L' Italia per la prima volta sulla Luna: si comincia con le casette della base al Polo Sud del satellite, che verrà costruita nel giro di quattro anni, poi, con ogni probabilità, con gli astronauti che al momento ci sono già, prontissimi, quali Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti.</p></blockquote>
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Che cosa li rende così affidabili e come saranno quelli della base lunare?
« Affidabili e anche belli come le cose, e le case, italiane. Abbiamo tecnici di grande acume e tecnologie sempre più avanzate che rispondono a tutte le esigenze dei committenti fra le quali c'è prima di tutto quella della tutela degli astronauti. Il villaggio lunare? Forse in parte sotterraneo, forse nei buchi lunari per riparare dalle radiazioni cosmiche e dai meteoriti. Siamo davanti a una sfida molto complessa: dovremo partire dalle conoscenze accumulate in questi anni per i moduli abitativi delle stazioni spaziali e svilupparle per creare strutture abitative costruibili sul suolo lunare, magari anche con materiali trovati sul posto. Un'impresa mai tentata prima perché durante le missioni Apollo gli astronauti restavano lassù solo pochi giorni. Da adesso, con umiltà, ci mettiamo al servizio di questo progetto che dà anche una spinta enorme alla space economy mondiale e italiana, compresa l'esplorazione spaziale, magari non subito monetizzabile, ma fonte di grande ispirazione soprattutto per i giovani».

L'accordo con la Nasa prevedenostri moduli abitativi, esperimenti e telecomunicazioni, a quando gli astronauti italiani?
«E' da sempre nello stato delle cose: in ogni accordo si punta anche a dare opportunità di volo ai nostri astronauti, anche per far fruttare il lungo addestramento. I primi allunaggi saranno degli americani, poi toccherà agli altri partner e noi siamo stati i primi europei a firmare un bilaterale».

Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti sono già pronti.
«Certo, prontissimi sotto ogni aspetto. E molto quotati alla Nasa. In attesa di altre selezioni dell'Esa, al momento non annunciate e di lunga gestazione, ci sono loro. Lo meritano. Poi serve pazienza: i tempi di questi progetti non sono brevi».
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