Esami di riparazione, oltre 6 studenti su 10 costretti a ricorrere alle ripetizioni private: oltre 300 euro la spesa media

Entro l’8 settembre gli studenti sospesi in giudizio dovranno sostenere le prove di recupero e superarle per ottenere la promozione

Esami di riparazione, oltre 6 studenti su 10 costretti a ricorrere alle ripetizioni private: oltre 300 euro la spesa media
Esami di riparazione, oltre 6 studenti su 10 costretti a ricorrere alle ripetizioni private: oltre 300 euro la spesa media
Giovedì 3 Agosto 2023, 16:14
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Le insufficienze in pagella possono costare caro, anche dal punto di vista economico. Lo sanno bene gli studenti delle superiori che sono stati condannati a recuperarle attraverso gli esami di riparazione, da svolgersi al massimo entro l’8 settembre; secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito sono il 18% del totale. Perché la maggioranza di loro è stata o sarà costretta a ricorrere alle ripetizioni private, in aggiunta o in sostituzione dei corsi di recupero che le scuole sono tenute a organizzare ma che non sempre riescono a offrire. Questa è una delle principali evidenze di una rilevazione condotta da Ripetizioni.it - piattaforma italiana di riferimento per le lezioni private online e in presenza - su un campione di 1.500 alunni delle classi dal primo al quarto superiore (ovvero quelli su cui aleggia lo spettro del “debito”).

 

Si preferiscono le ripetizioni ai corsi scolastici

Tra coloro che hanno ricevuto un giudizio sospeso in una o più materie, ben 7 su 10, pur avendo a disposizione i corsi scolastici, hanno infatti voluto potenziare la loro preparazione facendosi affiancare da un docente privato dedicato. Anche perché i corsi di recupero spesso non sono tenuti dall’insegnante titolare, colui che dovrà valutare il recupero della lacuna e che predisporrà la prova scritta da sostenere prima del rientro a scuola.

Forse per questo il giudizio sull’efficacia dei corsi scolastici non è molto lusinghiero: solo 1 su 4 li ha reputati assolutamente utili.

 

In tanti hanno dovuto organizzarsi da soli

E poi ci sono coloro che non hanno potuto concedersi questa doppia opportunità, visto che la propria scuola non è riuscita ad allestire dei corsi di recupero. Non sono pochi. A rimanere scoperti sono stati quasi 3 studenti su 10: per il 12% le aule d’istituto non hanno più riaperto dopo il termine delle lezioni di inizio giugno, per il 16% non è stato attivato il corso nella materia da recuperare. Così, anche tra questi, una quota consistente si è voluta affidare alla formazione complementare a pagamento: si supera la quota dei 6 alunni su 10.

 

La corsa al recupero parte da lontano

Inoltre, in entrambi i casi, per evitare brutte sorprese la missione è partita con largo anticipo. La fetta più ampia - circa 4 studenti su 10 - ha iniziato a prendere lezioni private subito dopo l’uscita delle pagelle. Molti altri - più o meno un altro terzo - ha ripreso in mano libri e quaderni al principio di luglio. La parte restante - circa 1 su 5 - ha deciso di procrastinare la pratica al mese di agosto, forse sperando che ripassando a ridosso della prova i concetti la preparazione sia più efficace.

 

Si prosegue anche durante le vacanze vere e proprie

Ma, anche per gli altri, per quelli che già hanno alle spalle ore e ore di lezione, le fatiche continueranno. Sono ben 2 su 3 quelli che prevedono di dover studiare anche nelle prossime settimane, nel periodo tradizionalmente deputato alla villeggiatura estiva: il 50% proseguirà limitandosi a un po’ di ripasso individuale, ma il 17% insisterà con le ripetizioni. In questo, vengono in loro aiuto le modalità di studio “a distanza” messe a disposizione dalle nuove tecnologie, ormai molto gettonate. Basti pensare che, tra chi ha svolto lezioni private estive, circa 1 su 4 ha sfruttato i collegamenti web per parlare con il docente: complessivamente l’11% li ha associati ad alcune lezioni in presenza, mentre il 14% ha usato il mezzo online in via esclusiva.

 

Il debito scolastico pesa sui bilanci delle famiglie

Una mole così imponente di ripetizioni, poi, non poteva che generare un ingente impegno per i bilanci delle famiglie. Lo confermano gli stessi studenti: chiedendo loro di fare una stima di quanto alla fine avranno speso in lezioni private per avere più chance di recuperare il debito, si arriva a una media di 340 euro. Un conto salato a cui si aggiunge quanto sborsato da chi ha già fatto ricorso alle ripetizioni private durante l’anno scolastico: secondo una rilevazione simile svolta a fine maggio sempre da Ripetizioni.it, la spesa media in questo caso si è aggirata attorno ai 400 euro. Ovviamente, a seconda del numero di debiti e delle lacune da colmare, la spesa individuale può cambiare di molto. Così, se da un lato c’è chi se la potrebbe cavare con un esborso di meno di 100 euro totali (23%) o con una quota oscillante tra i 100 e i 200 euro (un altro 23%), dall’altro c’è anche chi potrebbe tranquillamente sfondare il tetto dei 500 euro (è quasi 1 su 4).

 

La Matematica resta la materia più difficile da "digerire"

Ciò che rimane comune nel tempo per tutti sono le materie che mettono maggiormente in difficoltà le ragazze e i ragazzi. La Matematica si conferma la “bestia nera” degli studenti delle superiori: dovranno passare per la verifica di fine agosto in questa disciplina quasi 4 “debitori” su 10. A seguire - ma è una questione che riguarda solo gli alunni dei licei - troviamo le lingue classiche (Latino e Greco), che attendono al varco circa 3 studenti con il debito su 10. A completare il podio, praticamente con gli stessi numeri, le altre Scienze (Fisica, Chimica, Biologia, ecc.): le dovrà affrontare il 27% degli insufficienti di giugno. Poco sotto Italiano, fardello per il 15% del campione.

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