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I test Invalsi ritornano e valgono per l’università. Dal primo marzo via alle prove

L’ipotesi: le valutazioni daranno punti in più per i test d’ammissione nelle facoltà

Sabato 26 Febbraio 2022 di Lorena Loiacono
Ritornano i test Invalsi e valgono per l università. Dal primo marzo via alle prove

Tornano in classe i test Invalsi, bloccati per due anni a causa della pandemia: pronte le prove per 2,5 milioni di studenti. E in futuro le prove potrebbero contare anche per avere punteggio in più nei test di ammissione all’università. Si parte martedì, 1 marzo: l’ultima volta fu nel 2019, poi lo stop causa Covid. Gli istituti in quel periodo faticavano anche solo ad avviare la Dad, era dunque impensabile poter svolgere i test. Nel 2021 invece le prove vennero sottoposte solo nelle classi dell’ultimo anno delle superiori: un anno fa la dad procedeva a percentuali stabilite dal governo, quindi sarebbe stato molto complicato organizzare per tutti le mattinate di test, oltretutto con i computer da sanificare ad ogni cambio di studenti. Ora invece, con le classi tutte in presenza, è possibile tornare alla vecchia modalità. Sono infatti coinvolte 5 classi, nei diversi gradi di istruzione, dal 1 marzo a fine maggio. 

IL CALENDARIO

E si procede con un calendario già impostato: si parte con i test per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori (fino al 31 marzo) con le prove di italiano, matematica e inglese. Gli alunni di seconda e quinta elementare verranno esaminati il 6 maggio per italiano e il 9 maggio per matematica, le quinte faranno anche inglese il 5 maggio. Dal 1 al 30 aprile i test per le terze medie, dall’11 al 31 maggio invece le prove per le seconde classi di scuola superiore. Per la quinta superiore è previsto l’intero mese di marzo, in cui le scuole possono decidere autonomamente quando fare il test. Possono quindi organizzare i turni in base al numero di computer a disposizione degli alunni. Lo stesso vale per la terza media e il secondo anno delle superiori: si lascia autonomia alle scuole per organizzare le date.

Non è così invece nelle elementari: per la seconda e quinta classe della primaria, infatti, sono state fissate le date nazionali, uguali per tutti, si faranno quindi nello stesso giorno per ogni materia e alla stessa ora. Tutti con carta e penna, niente computer per i più piccoli anche se, a differenza di quanto poteva avvenire fino al 2019, i bambini di seconda e quinta elementari hanno avuto due anni di tempo per abituarsi a usare i device alle prese con la pandemia. Ma, almeno per quest’anno, a loro resta la modalità cartacea.

I primi a partire, quindi, saranno i ragazzi dell’ultimo anno di scuola superiore, poco meno di 500mila studenti: si tratta dei ragazzi che dovranno affrontare l’esame di maturità a giugno e quindi hanno bisogno di tempo per concentrarsi sull’esame. Per questo saranno i primi a fare l’Invalsi: le prove si svolgeranno al computer e avranno una durata di 120 minuti per italiano e matematica, 150 minuti per inglese. Quest’anno la prova non peserà sull’ammissione alla maturità né sul voto finale ma deve comunque essere stata svolta regolarmente. I test sono infatti obbligatori, per questo sono previste anche delle prove suppletive dal 23 al 28 maggio per tutti coloro che non possono farli nei periodi previsti.

L’obiettivo è permettere a tutti i ragazzi di svolgere il test e avere così un esito che farà parte della certificazione delle competenze. E in futuro potrebbe avere un peso anche maggiore. I tecnici ministeriali, infatti, stanno anche valutando la possibilità di utilizzare la valutazione per l’accesso all’università: potrebbe essere considerata infatti nel punteggio per l’ammissione nella facoltà prescelta, nel caso in cui ci fosse un test di ingresso. Ad esempio per i test di inglese nelle facoltà in cui è richiesta la valutazione. Si tratta di una possibilità che, per ora, non incontro il favore dei sindacati: «Le rilevazioni Invalsi – tuona infatti la Flc Cgil - servono per valutare il sistema scolastico, non il singolo studente». 
 

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