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Mascherine, via l'obbligo per gli esami di maturità? Costa: «Devono svolgersi senza». Ipotesi nuovo decreto il 15 giugno in Cdm

L'occasione per cambiare la norma sarà il prossimo consiglio dei ministri in programma il 15 giugno

Sabato 11 Giugno 2022
Mascherine, via all'obbligo per gli esami di maturità? Costa: «Devono svolgersi senza, al lavoro per nuovo decreto»

A pochi giorni dal via agli esami di maturità, è aperto il dibattito sull'utilizzo o meno delle mascherine da parte degli studenti. A spingere per il "no" è anche il sottosegretario alla salute Andrea Costa, che auspica che un decreto ad hoc possa essere approvato nel prossimo Consiglio dei ministri del 15 giugno. 

Mascherine agli esami «una scelta politica»

Intanto, si mantiene pressochè stabile il numero di nuovi casi di Covid-19 registrati in Italia mentre il numero di dosi di vaccino somministrate ha quasi raggiunto la quota di 138 milioni. La polemica sull'obbligo di mascherine alla maturità continua dunque a tenere banco. Nei giorni scorsi, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi aveva precisato che la decisione sull'utilizzo o meno del dispositivo di protezione durante gli esami sarebbe spettata ai presidenti delle commissioni esaminatrici. Diversa la posizione di Costa: «Conto e auspico che al prossimo Consiglio dei ministri del 15 giugno potremo approvare un decreto per l'abolizione dell'obbligo di mascherina per gli studenti che sosteranno gli esami di maturità. Un'indicazione chiara sulla questione deve essere data dal governo», ha affermato. Anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiede al governo di «provvedere e di permettere gli esami senza mascherine. Non è neanche tanto corretto dire - sottolinea - che debbano farlo i dirigenti scolastici». Ed ancora: «Chiedere di mettere le mascherine proprio nel momento in cui c'è lo stress dell'esame - commenta - è proprio una cattiveria». 

La situazione contagi

Intanto, è sostanzialmente stabile il numero di nuovi contagi giornalieri in Italia, mentre l'incidenza dei casi ha registrato un aumento secondo l'ultimo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Secondo i dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute sono infatti 22.104 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore (ieri 21.554). Le vittime sono invece 60, rispetto a ieri tre in meno. Sono stati eseguiti in tutto 187.234 tamponi con il tasso di positività all'11,81%, in calo. Negli ospedali, invece, sono 193 i ricoverati in terapia intensiva, tre in meno di ieri, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 4.076 (-86). E sul fronte dei vaccini, il report esteso settimanale dell'Iss evidenzia che dal 27 dicembre 2020 - data di inizio della campagna vaccinale anti-Covid in Italia - all'8 giugno 2022, sono state somministrate 137.910.418 dosi. In particolare, sono 47.311.257 le prime dosi somministrate, 49.908.747 le seconde/uniche dosi, 39.927.813 le terze dosi e 762.601 le quarte dosi. Nella fascia 5-11 anni, in cui la vaccinazione è iniziata il 16 dicembre 2021, all'8 giugno si registra una copertura con almeno una dose pari a 38,1% e con il ciclo primario completo pari a 34,7%. L'Iss segnala inoltre che sono più di 519mila le reinfezioni dallo scorso agosto e che nei non vaccinati la mortalità è da 4 a 6 volte più alta. 

La nuova variante

Rispetto alla situazione epidemiologica attuale, che vede un modesto incremento dei casi ed un aumento della prevalenza della sottovariante Omicron 5, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri lancia però un messaggio rassicurante: «Questa nuova sottovariante non deve preoccuparci, è chiaro che i contagi saliranno ma l'importante è che non salgano i ricoveri. L'avere una gran parte della popolazione vaccinata con terza dose ci mette al riparo dalle forme gravi della malattia. Ô importante però - avverte - proseguire a proteggersi con le terze e quarte dosi». E sempre sulla questione vaccini, a partire da domani una catena umana si dipanerà a Ginevra durante i 4 giorni del vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) per ribadire la richiesta dello stop ai brevetti al fine di abbassarne i costi e «consentire ai Paesi poveri di vaccinare tutti». A promuovere l'iniziativa è la Campagna Europea Right2cure No Profit on Pandemic. La pandemia è tutt'altro che terminata, spiegano i promotori, ma «mentre in Italia e in Europa siamo alla quarta vaccinazione, nei paesi poveri appena il 16% delle persone ha ricevuto la prima dose».

Ultimo aggiornamento: 22:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA