Scuola, arriva l'intelligenza artificiale: nascono le classi 4.0. Ora bisogna formare gli insegnanti

Dalle primarie alle superiori, sarà l’anno dell’innovazione tecnologica

Scuola, arriva l'intelligenza artificiale: nascono le classi 4.0. Ora bisogna formare gli insegnanti
Scuola, arriva l'intelligenza artificiale: nascono le classi 4.0. Ora bisogna formare gli insegnanti
di Lorena Loiacono
Domenica 13 Agosto 2023, 00:37
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Un viaggio nell’antico Egitto o una visita nei sotterranei del Colosseo, ma anche complessi esperimenti di chimica o una lezione di inglese con un docente madrelingua creato direttamente dall’intelligenza artificiale. Tutto si potrà svolgere all’interno di una scuola, direttamente da un’aula creata ad hoc. Fantascienza? No, la scuola italiana sta preparando un cambiamento radicale, per cercare di rispondere alle esigenze degli studenti in termini di tecnologia e modalità di apprendimento. Quello che sta per iniziare, infatti, deve rappresentare l’anno scolastico della svolta digitale: la scuola 4.0, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sta prendendo forma con i progetti messi a punto da docenti e dirigenti scolastici. Tra gli uffici di presidenza e le segreterie scolastiche, in queste settimane, si rincorrono progetti di aule immersive, laboratori di realtà aumentata, lavagne in 3D e visori che, nelle mani degli studenti, accompagneranno la classe attraverso lezioni innovative. Un nuovo modo di pensare la didattica e di preparare l’avvio dell’anno scolastico mai visto prima nelle scuole, grazie ai progetti che verranno avviati grazie ai fondi del Pnrr. 

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Si tratta di somme considerevoli, da investire nella digitalizzazione degli istituti scolastici e della didattica in classe, pari a 2,1 miliardi di euro per acquistare strumenti tecnologici, ammodernare le classi e creare nuovi laboratori. Il progetto Scuola 4.0 ha infatti come obiettivo la trasformazione delle classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e la creazione di laboratori per le professioni digitali del futuro. I fondi ci sono, sono stati già assegnati alle scuole che ora stanno presentando i loro progetti pertinenti con il corso di studio. La ripartizione dei fondi avviene in base alla grandezza della scuola quindi circa il 30% degli istituti avrà più di 250mila euro, il 28% avrà tra i 150 e i 250mila euro e il 42% avrà meno di 150 mila euro. Le regioni che hanno ricevuto il maggior numero di risorse sono quelle più grandi come la Lombardia, la Campania, la Sicilia, il Lazio e la Puglia. In coda invece regioni come Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. 
Ma per poter utilizzare al meglio queste risorse non bastano i progetti mirati, servono anche docenti appositamente formati.

E in queste settimane le segreterie scolastiche stanno lavorando proprio per mettere in piedi, oltre ai progetti, i corsi di formazione per il personale che dovrà poi portare avanti le lezioni nelle classi 4.0 utilizzando i nuovi strumenti tecnologici. Verranno avviati piani di formazione sia da parte del ministero dell’Istruzione e del merito sia dalle aziende fornitrici degli strumenti digitali. Un’estate impegnativa, quindi, per gli istituti che hanno come data ultima per presentare i progetti il 30 settembre prossimo, dopo la proroga sulla prima scadenza fissata il 30 giugno. Da ottobre si lavorerà alla realizzazione dei progetti e nell’arco dell’anno scolastico 2023-2024 le scuole vedranno trasformare aule e lezioni. 

Secondo il cronoprogramma, infatti, tutto dovrà essere pronto entro la fine del 2024. I fondi per farlo ci sono: i 2,1 miliardi di euro sono divisi in due percorsi distinti con diversi obiettivi. Il primo è Classrooms ed è rivolto a tutti gli istituti scolastici per realizzare la trasformazione digitale delle classi: il ministero dell’istruzione ne vuole realizzare 100mila per l’apprendimento innovativo. Il secondo invece, Labs, è destinato alle scuole superiori per l’allestimento di laboratori all’avanguardia per le professioni digitali. 

Per gli istituti questa è un’occasione per rinnovarsi, anche negli arredi e nelle dotazioni hi-tech, e per avviare progetti che possano attirare un maggior numero di studenti al momento degli “open day” e delle iscrizioni: chi saprà valorizzare al meglio questa fase di transizione, infatti, potrà contare su un maggior appeal tra famiglie e alunni. Un aspetto non di poco conto da qui ai prossimi anni visto che le aule si stanno svuotando per il calo demografico e gli istituti rischiano di dover gestire esuberi e accorpamenti. Un’occasione importante, quindi, che le scuole non possono perdere. Hanno aderito al bando praticamente tutti gli istituti ma non senza problemi, visto che scrivere un progetto in chiave digitale non è così semplice né lo è contattare aziende e formatori specifici. Del resto si tratta di percorsi mai avviati prima nelle segreterie scolastiche, se non in casi di scuole specializzate sul digitale.

L’ADESIONE E I RISULTATI

Ma l’adesione è comunque altissima: secondo uno studio condotto dall’Osservatorio sulla transizione digitale del mondo della scuola di Aura Immersive, il 96,7% dei dirigenti scolastici e degli insegnanti partecipa al bando “Scuola 4.0” anche se solo il 12,3% delle scuole ritiene di avere il personale formato per gestire una innovazione così importante. I risultati ci saranno: secondo il 76,3% del personale scolastico intervistato ci saranno miglioramenti dal punto di vista della didattica, per il 79,5% si vedranno i risultati sul coinvolgimento degli studenti, per il 56,7% sul contrasto all’abbandono scolastico e per il 67,1% migliorerà il rapporto con il mondo del lavoro e delle imprese.

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