CORONAVIRUS

Scuola, un medico per ogni istituto e mascherina solo all'entrata: così sarà il rientro

Martedì 28 Luglio 2020 di Lorena Loiacono

Ci sarà un medico per ogni scuola e tutte le mattine, prima di entrare in classe, la maestra si farà misurare la febbre. Nel nuovo regolamento sulla sicurezza anti-Covid per il rientro a settembre, in discussione in questi giorni tra il ministero dell'istruzione e i sindacati, sono previste varie misure già adottate per gli esami di Stato ma anche nuove disposizioni da mettere a punto. Innanzitutto la misurazione della temperatura corporea: la ministra Lucia Azzolina ha già specificato che per gli studenti dovranno essere i genitori a provvedere a questa verifica a casa, prima di uscire per andare a scuola. Per il personale scolastico, invece, potrebbe essere obbligatoria la misurazione prima di iniziare a lavoro. Vale sia per i docenti sia per bidelli, amministrativi e tecnici: durante i giorni della maturità non era necessario. Sarà il dirigente scolastico ad individuare la persona che provvederà a rilevare la febbre, preferibilmente qualcuno già formato nel primo soccorso. Non solo, ogni scuola potrà contare su un medico della Asl, un esperto a cui rivolgersi in caso di necessità per dubbi o per dare l'allarme di fronte ad un caso sospetto. Non si tratta di un ritorno al medico della scuola, sempre presente come avveniva fino agli anni 90, ma di una figura necessaria per gestire eventuali criticità.

Scuola, test a campione sugli studenti e medico di sorveglianza: così il rientro a settembre

SE C'È UN SOSPETTO
Per metà agosto arriveranno anche le indicazioni operative per il monitoraggio e il controllo del Covid-19: se ne sta occupando l'Istituto superiore di sanità e spiegherà anche come affrontare l'insorgere di potenziali focolai dopo la riapertura delle scuole. Nel caso in cui dovesse verificarsi un caso sospetto a scuola, il ragazzo o il docente dovrà essere immediatamente isolato e dovrà tornare, il prima possibile, a casa per poi seguire il percorso sanitario di controllo. A quel punto partirà l'iter di monitoraggio sui compagni e i docenti con il contact tracing e poi quello di rientro a scuola. Sul personale scolastico verranno effettuati i test sierologici e, a campione, anche sugli studenti e verrà avviato un servizio di assistenza psicologica per i docenti e per gli alunni per fronteggiare situazioni di stress e ansia dovuti al rientro al lavoro in presenza e all'isolamento vissuto.

L'ORGANIZZAZIONE
C'è poi tutta la parte organizzativa, che le scuole stanno già affrontando con tante difficoltà: servono spazi e aule aggiuntive e il ministero dell'istruzione presenterà le richieste ai Beni culturali per avere la disponibilità di teatri, musei e biblioteche. Sempre in linea con il distanziamento, potrebbe rendersi necessario utilizzare spazi come palestre e cortili e organizzare la mensa su turni. Non sarà possibile riempire i tavoli come avveniva fino al mese di febbraio scorso, i bambini dovranno sedere distanziati e quindi sarà necessario pensare ad almeno due turni. Inoltre vanno gestiti i flussi all'interno della scuola: organizzando, anche con orari scaglionati, l'arrivo e l'uscita delle classi e gli spostamenti degli studenti lungo i corridoi e negli spazi comuni. I dirigenti scolastici potranno anche usare una sorta di segnaletica orizzontale, indicando i percorsi guidati con adesivi a terra e provvederanno a garantire la costante ventilazione degli spazi in cui si muovono studenti e docenti.

Sarà da regolamentare anche l'utilizzo della mensa e l'accesso ai punti dove vengono distribuite bevande e merende. Nelle scuole superiori ci sono spesso bar interni o macchinette intorno a cui non dovranno formarsi gruppi di ragazzi. Così come non si dovranno formare davanti al cancello della scuola: potrebbe rendersi necessario l'intervento delle forze dell'ordine.

PIÙ ORE DI INSEGNAMENTO
Tra orari sfalsati e classi sdoppiate potrebbe rendersi necessaria una maggiore disponibilità di lezioni, anche per coprire quelle ore che altrimenti resterebbero vuote: dovrebbe quindi partire subito la contrattazione integrativa nazionale sul Mof, il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, per assicurare le risorse finanziarie alle scuole per programmare le attività didattiche.
 

Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA