Vanessa Incontrada su Vanity Fair, la Rete si ribella allo showbiz ipocrita: «Sei bellissima»

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Valeria Arnaldi
​Vanessa Incontrada su Vanity Fair, la Rete si ribella allo showbiz ipocrita: «Vanessa bellissima»

Gli occhi luminosi. Il sorriso accennato. Il corpo nudo. Bella, quasi statuaria, Vanessa Incontrada si mostra senza veli sulla copertina di Vanity Fair, in edicola da ieri. «Questa cover è il momento più bello degli ultimi anni – afferma – è un punto d’arrivo che vede il mio corpo diventare un messaggio per tutte le donne (e anche per gli uomini). È ora di affrontare una nuova bellezza». L’immagine corre sui social, animando il dibattito. Subito. 

Perché la bellezza è tema che sollecita gli animi e solleva – ancora – interrogativi. Così se alcuni della foto fanno vessillo, parlando di “rivoluzione”, sono in tanti invece a protestare perché Vanessa Incontrada «è bellissima», troppo, secondo la Rete, per farsi simbolo della lotta al body shaming e contestare i modelli patinati imposti. Troppo per rinnovare, realmente, lo sguardo. Insomma, per il web, la strada da percorrere per acquisire il diritto di essere – senza l’obbligo di rispettare un canone – per le donne è ancora molto lunga. Almeno sulla carta. «Guardando quella cover si pensa subito alla bellezza – commenta Michela Andreozzi – è inevitabile: Vanessa è bella. Per anni, nel mondo di cinema e tv, il fisico che ha lavorato di più è stato quello longilineo. Sono le donne di taglia 38 e 40, di solito, a comparire sui giornali e, spesso quelle sono le taglie delle attrici. Ogni tanto, lo ammetto, anche io penso che sarei più contenta se rientrassi nei jeans dello scorso anno, il meccanismo perverso è proprio quello della contentezza. Il concetto chiave è “self-confident”. Bisogna stare bene con se stessi. I social network stanno cambiando tutto, pure in tal senso. L’hashtag body positivity è nato in Rete, dalle nuove generazioni, e si sta espandendo nel mondo. Penso che il lockdown abbia contribuito: vedere in foto le star senza trucco, in pigiama, ha demolito la barriera tra come siamo e come dovremmo essere». 
 


«Ciò che conta è l’accettazione della donna come è – dichiara Francesca Reggiani, che al mondo femminile ha dedicato pure lo spettacolo “Doc Donne d’Origine Controllata” – in scena lo dico: il corpo delle donne è affisso nelle stazioni, negli aeroporti, in strada, la donna deve essere a portata di sguardo, sfogliata, spogliata. Sul suo corpo hanno messo una taglia, la 42, o ci stai dentro o sei tagliata fuori. Credo, però, che si stiano facendo tanti passi avanti». Il mutamento è in corso e, negli ultimi mesi, gli effetti sono diventati più evidenti. Proprio per il lockdown. «La perfezione associata alla magrezza inizia ad essere fuori moda – spiega Nicola Ferrigni, sociologo Link Campus - Questa cover ostenta ancora di più la bellezza. L’esposizione del corpo con qualche chilo in più non fa scalpore. Il lockdown ha smussato alcune tendenze alle quali ci eravamo abituati. Il chilo di troppo c’è stato per tutti e l’ideale si è umanizzato. L’immagine di Vanessa Incontrada non fa la rivoluzione, prende atto di un mutamento in corso. Certo, poi, resta il fatto che per mandare un messaggio di body positivity si è presa una testimonial bella». 

Il cuore del dibattito è proprio lì nell’immagine. La domanda è netta: può davvero fare la rivoluzione? «Vanessa Incontrada è una testimonial credibile perché ha raccontato la sofferenza attraverso cui è passata personalmente – dice Paola Medde, psicoterapeuta, consigliera Ordine Psicologi del Lazio – questa foto rientra nel percorso che fa da anni ed è un messaggio innovativo rispetto a quello che da tempo ci viene mandato, in un contesto societario che sostiene la diet industry e da anni propone una cultura lipofobica. Il suo scatto non fa la rivoluzione, ma è comunque un punto di partenza». 
 

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 19:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA