Wanda Nara e Mauro Icardi, la soap opera argentina tra corna, affari e social

Sabato 23 Ottobre 2021 di Marco Ciriello
Wanda Nara e Mauro Icardi, la soap opera argentina tra corna, affari e social

Dove un tempo c'erano Grecia Colmenares, la sua Milagros e la vecchia tivù, ora c'è Wanda Nara mischiata a Madame Bovary che usa Instagram. La trama è più o meno sempre quella: amore più, amore meno, corna, esuberanza, contrapposizioni, famiglia, tanta passione, energia, soldi, shakerare bene, agitare attraverso i giornali argentini e italiani perlopiù ai francesi frega meno, loro hanno avuto Angélique, Marquise des Anges e oplà, è pronta la serie prima della serie, poi verranno pure i gadget. Letteratura popolare all'istante chissà come ride Balzac , che diventa intrattenimento prima delle partite del Paris Saint-Germain, come era già accaduto all'Inter. 

Riassunto delle puntate per gli assenti, i distratti, i giornalisti sportivi francesi tutte le fortune: Wanda, madre, moglie, sorella, amante, sposa e soprattutto fata prima che procuratrice e poi circo con salotti e lacrime, pasticcini e trasmissioni, Lei: esagerata, burrosa, felliniana, che irrompe nel maschilismo calcistico italiano, mette in subbuglio il calciomercato, incanta e viene incantata da Aurelio De Laurentiis, incanta e viene incantata e difesa da Massimo Moratti, incanta e viene incantata e soprattutto incartata da Florentino Perez che non compra il marito per colpa sua, alla fine cade vittima delle corna presunte, vere, false chissà e chisene e mette in piedi il teatrino dell'amor perduto anzichenò. Mauro Icardi, attaccante, marito, figlio, amante, sposo e calciatore dimezzato, avrebbe corteggiato e forse amato la modella e attrice argentina Maria Eugenia Suarez, conosciuta come China Suarez, e per ora ha saltato gli allenamenti, mentre prova a riconquistare Wanda sull'Instagram, dividendo i followers in ottimisti e pessimisti, negazionisti e possibilisti, nemmeno fosse un vaccino, insomma dove prima nascondeva e faceva riapparire il pallone ora nasconde e chissà se riuscirà a far riapparire non solo in foto del passato la sua compagna di vita, oltre che procuratrice. 

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È un mondo difficile quello del calciatore famoso, ma anche quello della malamente e/o malafemmina (oddio si potrà dire senza ritrovarsi nel mirino delle femministe oltranziste già difensore della China Suarez) che viene accusata da Wanda d'essere la demolitrice della famille parfaite sous la tour Eiffeil. Sulla sua fascia di amante e/o corteggiata e/o innocente e/o inconsciamente portatrice di desideri la China Suarez si difende con un catenaccissimo di post e contro post che fanno apparire Wanda una anziana e giudiziosa moglie tradita, un po' Sofia Loren che sbraita dal balcone (virtuale) un po' moglie che benedice il casino fatto per averla e che ribadisce che sì, gli amori hanno orbite assurde e tempi lunghi, oltre che post di settimane e foto, e le corna servono a regolare i conti anche con le altre (presunte e/o vere donne, amanti e spose mancate, come la/il/loro/chissà trans Guendalina Rodriguez). 

 

In mezzo, sopra, sotto, di lato c'è Mauro Icardi, quello che dopo tutto dovrebbe segnare, entrare nelle aree avversarie e non nelle stanze da letto o comunque non sovrapporre le due cose ma tenerle a distanza d'offesa che poi saranno fatti suoi e di Pochettino e di Leonardo e Nasser Al-Khelaïfi oltre che dei tifosi del Psg avendo anche memoria del suo passato: quando Wanda era la moglie di Maxi Lopez il suo miglior amico, quello che se lo portava a casa e in barca, che lo difendeva e coccolava e che poi se l'è trovato a disegnargli le corna su uno sterzo, oltre che a segnargli in faccia l'esuberanza della gioventù e le scelte di Wanda. Ma quelle scene sembravano spot pubblicitari che interrompevano la narrazione della nuova famiglia, piena di amore, figli e particolari sessuali su luoghi e durata e intensità, quasi un prequel di quello che poi sarà, una impalcatura per reggere il resto, la carriera e la fusione di intenti e sentimenti, dove il pallone è sempre più un dettaglio sfumato, un pretesto che ogni tanto serve a cambiare location e a ricapitolare le puntate precedenti con i colpi di scena e i cambi di ruolo. 

Negli anni, il cambio da Wanda signora Lopez a Wanda signora Icardi era solo nell'accorciarsi delle gonne o nella scomparsa dei tailleur in funzione dell'intimo e della pelle, con un aumento esponenziale del fondoschiena in ogni salsa, poi c'è stata la tivù, i commenti, le liti, l'affiancamento con Mauro Icardi e infine lo scavalcamento come procuratrice e donna immagine, tanto che l'immarcabile attaccante è caduto nell'ombra dell'appariscente donna bionda, che ora si ritrova anche a rimarcare il suo matriarcato, la sua generosità che la porta a liberare le mani dalla fede ma non la vita dalla compagnia di Icardi seppure tenuto in frigo, in salotto, sul divano o chissà in che altra punizione lanciandosi all'attacco delle tentatrici. Alla fine Wanda, scomposta e innamorata, ha mostrato le rughe, quelle che nemmeno i filtri d'Instagram possono coprire, quelli che coprono le sue bucce d'arancia sulle anche ma nulla possono davanti all'esplicitazione d'un pensiero da femmina che vede il torno nelle altre femmine, e quindi il vero grande peccato mortale, d'essere portatrici di fascino e attentatrici della serenità familiare così ricca di sequenze pettinate e perfettamente illuminate. Wanda Santa Gaucha un po' Evita per affinità di colore e per coriaceità di carattere, se rilancia e scommette, si smarca dall'essere la femme fatale nonostante i banchi di carne esposti e diventa la solita moglie, in un rientro nei ranghi dell'immaginazione familista sudamericana, sofferente e offesa, aggressiva fuori e dentro, comandante della casa, ma con l'accondiscendenza all'errore per il suo uomo, che in fondo è uomo. Una bond girl che, raggiunto lo status di protagonista, torna sui binari della parità silenziosa, accontentandosi. Sbraita, combatte, posta, accusa, giudica, condanna, e poi ama. Perché Wanda è l'amore ma anche il seguito, e soprattutto quella che porta i conti e guarda lontano, sempre un po' più in là del dischetto del rigore o del cuscino, abile pupara del pupo Icardi che, per quanto si smarchi, è sempre legato a lei.

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